Categorie: roma

fino al 31.V.2012 | Transitions | Roma, The British School

di - 28 Maggio 2012
Un lavoro in grado di testimoniare dall’interno l’enorme cambiamento che ha attraversato e sta attraversando tuttora il tessuto urbano e sociale dell’India. Questo l’intento di Deepak Anant, storico dell’arte, che ha affidato al lavoro di tre fotografi indiani il compito di indagare tra le pieghe di uno sviluppo economico e sociale che lasciato tracce forti sulla realtà del paese, con uno sguardo privilegiato su Delhi.
Un lavoro giocato sui contrasti, tanto retorici quando si parla della società indiana quanto evidenti quando ne se ricostruisce il cammino attraverso un’operazione critica declinata sula base del medium fotografico: contrasto tra le diverse epoche, tra i registri espressivi dei tre fotografi e tra i soggetti presi in carico dagli stessi.
Madan Mahatta (1932), con una serie di scatti in bianco e nero, presenta un affresco lucido del desiderio di modernità di un’India che, negli anni Cinquanta e Sessanta, è ancora legata alla transizione post-coloniale: nella pianificazione economica e urbanistica della metà del secolo scorso, Manhatta si muove come un reporter pronto a rilevare progressi e sintomi della novità.
Bharat Sikka (1973) si concentra invece sui luoghi di transizione della nuova India, sullo spazio indefinito che, alle periferie cittadine, si presenta e si costituisce come potenziale luogo di costruzione: nel passaggio ai colori e alla seconda generazione dello sviluppo indiano, la fotografia si opera nell’individuazione di un ambiente naturale pronto ad una rapida e mai del tutto indolore trasformazione. Con Dhruv Malhotra (1985), l’essere umano nella sua concretezza guadagna la scena principale. Il fotografo si cala in prima persona nella realtà urbana, immortalando alcuni lavoratori costretti a dormire su marciapiedi e giardini: Malohtra, nel contrasto tra gli accesi colori notturni della sua fotografia e la difficile situazione dei protagonisti dell’inarrestabile sviluppo cittadino, trova la chiave per una resa efficace di alcuni dei nodi più problematici della corsa indiana alla modernità.
andrea d’ammando
mostra visitata il 25 maggio 2012
dall’undici al 31 maggio 2012
Transitions.Tre fotografi a Delhi
The British School at Rome
Via Antonio Gramsci 61 (00197) Roma
Orario: da lunedì a venerdì dalle 16:30 alle 19:30
Info: 063264939 –  info@bsrome.it – www.bsrome.it

Articoli recenti

  • Musei

Una nuova app per vivere il Museo dell’Opera del Duomo di Firenze

L’Opera di Santa Maria del Fiore ha creato un’app gratuita che ci accompagna nella visita di una delle collezioni più…

12 Gennaio 2026 15:30
  • Arte antica

La Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer farà un lungo viaggio in Giappone

Durante il periodo di chiusura per restauri, il museo Mauritshuis dell’Aia presterà la sua opera più importante, Ragazza con l’orecchino…

12 Gennaio 2026 13:30
  • Beni culturali

Il caso dello Zanardi equestre: l’opera di Andrea Pazienza salvata dalla distruzione

Commissionato come intervento effimero, lo Zanardi equestre di Andrea Pazienza sopravvive grazie a un gesto privato. Oggi riemerge come caso…

12 Gennaio 2026 12:30
  • Mercato

Il Settecento nascosto: Christie’s mette all’asta la collezione Veil-Picard

Una delle raccolte più ambite, e misteriose, di pittura francese del XVIII secolo, inclusi i capolavori di Jean-Honoré Fragonard, Jean-Antoine…

12 Gennaio 2026 11:42
  • Architettura

L’architettura non è mai neutrale e quella trumpiana è fascista

Tra l’Obama Foundation di Chicago e l’Arco di Trionfo di Donald Trump passa una modalità completamente diversa di organizzare il…

12 Gennaio 2026 11:30
  • Libri ed editoria

Romina Power, oltre l’icona pop: la presentazione del nuovo libro a Bologna

Dalla musica all’arte, dalla memoria alla ricerca interiore: Romina Power presenta il suo nuovo libro alla Feltrinelli di Bologna, in…

12 Gennaio 2026 10:30