Categorie: roma

fino al 31.V.2013 | Emily Jacir, Selections from ex libris | Torino, Alberto Peola Arte Contemporanea

di - 28 Aprile 2013
Uno studio delle strutture sociali e politiche ci rende coscienti dell’obbedienza a meccanismi di potere. Essi ci permettono di instaurare un mondo tendente a definire, ordinare, stabilire limiti e  mappature. Un’indagine storiografica della libertà potrebbe essere, invece, opposta per contenuti e finalità: l’analisi delle pratiche del discorso muterebbe e si catalogherebbero tutti quei momenti in cui il rapporto tra le parole e le cose potesse apparirci come portatore di un nuovo senso, fruttifero e catartico.

Emily Jacir, artista palestinese già vincitrice di un Leone d’Oro under40 alla 52esima Biennale di Venezia, pare muoversi in un’area di confine tra storia delle idee e rilevazione di momenti privilegiati, di zone d’ombra, di baratri liberatori dall’incessante movimento del progresso. La sua ricerca si interseca spesso con i meccanismi di classificazione, inventario, traduzione. Le biblioteche, i libri, le istituzioni pubbliche e private sono i luoghi in cui affrontare le tematiche ricorrenti del suo lavoro: questioni di decifrazione, archiviazione, interpretazione.
Alberto Peola presenta una selezione del progetto che l’artista aveva realizzato per dOCUMENTA(13) nel 2012: alcuni tasselli del monumento che Emily Jacir aveva dedicato ai circa trentamila libri che, fino al 1948, erano appartenuti al popolo palestinese. Raccolti presso la Jewish National Library di Gerusalemme sotto la denominazione di Abandoned Property (AP) a conseguenza di un giudizio di superficialità o inutilità espresso dai colonizzatori, seimila di questi volumi sono diventati l’oggetto dell’opera d’arte. Jacir li ha fotografati con un cellulare Nokia N8: selezionandoli, ha ricostruito un singolare registro di tracce e frammenti individuali, anonimi e indecifrabili. Dopo aver iniziato documentando i nomi dei proprietari e le dediche, l’artista si è, sempre di più, interessata a macchie, scarabocchi, note a margine, biglietti e pezzetti di carta, foglie e fiori secchi contenuti nei libri. Il suo percorso creativo si è spostato in un fascia, di volta in volta, più periferica, alla ricerca dei luoghi abbandonati dalle energie della storia, resi immacolati dalla testimonianza fragile di un’individualità ormai perduta. La scelta dei libri da scartare e da inserire nella collezione dei testi non significativi e non meritevoli, chiara indicazione di assoggettamento ad un potere estraneo, è riletta come momento di perdita di un’occasione creativa, come sofferta rinuncia alla conquista spirituale di uno sconfinato campo di possibilità.

Ivan Fassio
dal 25 marzo al 31 maggio 2013
Emily Jacir – Selections from ex libris
Alberto Peola
Via della Rocca, 29
10123 Torino
Orari: da lunedì a sabato, 15:30 / 19:30 – mattino su appuntamento

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