Immaginate che vi arrivi un pacco, mentre siete a casa, magari sul divano. E immaginate che in questo pacco ci sia una scatola, e dentro la scatola una cornice con una fotografia, e che questa fotografia sia un autoritratto di Gregorio Samsa. Poi immaginate un tabellone pieghevole, scritto in cinque lingue, contenente le istruzioni per installare, allestire e documentare una piccola mostra, proprio esponendo quellâautoritratto a casa vostra, e poi fotografandolo, diventando cosĂŹ voi stessi autori e parte dellâopera.
Bravi, avete immaginato Viaggiare Sicuri, opera dâarte aperta e a lunga scadenza (speriamo molto lunga, visto che lâopera si considererĂ conclusa con la fine della vita dellâartista!) di Gregorio Samsa, di cui è possibile monitorare i risultati ogni due anni, in una mostra biennale.
Questâanno, a circa quattro anni dallâinizio dei suoi viaggi, la seconda biennale di Viaggiare Sicuri è stata allestita nel foyer del Teatro Vittoria di Pennabilli, luogo eccentrico e lontano dai soliti circuiti dellâarte contemporanea. Come in un gioco di specchi ribaltati, Viaggiare Sicuri, il cui cuore è costituito da partecipazioni internazionali, trova mostra dunque in un piccolo paesino dellâentroterra romagnolo, ma proprio nel momento in cui questo diventa centro di internazionalitĂ , durante la ventesima edizione di Artisti in Piazza, Festival Internazionale di Arti Performative.
Esposte, oltre alla tavola delle istruzioni e alla scatola, le 62 fotografie corrispondenti ai viaggi fatti finora dalla scatola, scattate da persone di tutto il mondo che hanno partecipato al progetto, accettando di diventare per una volta curatori, critici e artisti essi stessi, e dunque infiltrandosi in quello che lâartista chiama ÂŤil rituale dellâarteÂť â rituale sottolineato dalla performance di apertura della mostra in cui i visitatori sono stati invitati a mangiare una torta/simulacro identica alla scatola.
A un primo sguardo dâinsieme tutte queste fotografie â che poi sono come ritratti dellâautoritratto dellâartista, o forse autoritratti con lâautoritratto dellâartista â fanno un effetto straniante e affascinante al tempo stesso, e si è tentati di tracciare reti di analogie e differenze tra le fotografie, giocare a immaginare i profili e le personalitĂ dei singoli fotografi.
Il lavoro può sollevare molte riflessioni: il rapporto tra artista e fruitore, il senso dellâautorialitĂ oggi, o il recupero di una certa fisicitĂ â anche nel viaggio fisico effettuato dalla fotografia â in unâepoca di virtualitĂ e incorporeitĂ sempre piĂš estreme. Ma piĂš di tutto sembra suggerire la possibilitĂ del dialogo tra individui: tanti mondi apparentemente distanti e isolati (forse come quegli strani aggregati geometrici su arazzo, quasi figure tutelari o demoniche, che Gregorio Samsa ha appeso ai lati della scala del teatro, a vegliare silenziosi) che però possono, relazionandosi e dialogando insieme, gettare le basi di nuove forme di esistenza, di partecipazione e di creazione.
Mario Finazzi
mostra visitata il 21 maggio
Dal 22 maggio al 31 luglio 2016
Gregorio Samsa, Viaggiare Sicuri 2
Artisti in piazza
Teatro Vittoria, Pennabilli (RN)
www.artistiinpiazza.com