Forse hanno in comune il movimento, i personaggi fotografati o quelli che vediamo nei video: in fondo sembrano muoversi quasi allo stesso modo, come se tra il rito dello sciamano, i “biodanzatori” e le persone riprese in una discoteca esistesse una somiglianza latente, che si esplicita, a guardare le immagini, in alcuni gesti o in certe espressioni del volto.
Quella condizione di parziale incoscienza, una sorta di “ebbrezza” emotiva
Nel primo lavoro è la scelta di una proiezione multipla ad amplificare il parossismo dei movimenti: il danzare dello Sciamano ripetuto dovrebbe “circondare” chi osserva, suggerendo il progressivo abbandono dello stato di coscienza. Le foto lambda scattate all’interno di una discoteca fermano particolari di volti o di corpi virati in un azzurro irreale, dove sono le macchie di luce colorata a creare la sensazione di un muoversi ossessivo, continuo.
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Prima di tutto complimenti a chi ha scritto il comunicato stampa. E' quello il vero capolavoro. Sembra di essere invitati a tutt'altra mostra. Poi che dire..il museo laboratorio di per sè è uno spazio infelice..L'artista non era male,in alcune opere forse un pò debole, nel video soprattutto e nelle fotografie, molto viste, molto poco espressive.