Categorie: roma

fino al 4.I.2004 | Vik Muniz | Roma, MACRO

di - 15 Ottobre 2003

Il titolo della serie -come d’abitudine- è determinato dai materiali con cui Vik Muniz ha dato corpo alle immagini da fotografare, mentre ciascuna stampa porta il nome proprio del personaggio effigiato. I dieci grandi ritratti sono l’assemblaggio di coriandoli ritagliati da riviste e incollati l’uno sull’altro fino a formare il volto di uomini e donne brasiliani, alcuni dei quali ben noti al pubblico (Lula, Pelè, lo scrittore Ribeiro). Il taglio è quello classico del ritratto fotografico, un mezzo busto sorridente che si staglia su un fondo bianco da studio; i tratti e le espressioni vengono ripresi con cura, espressi dalle linee tremolanti dei frammenti di carta: enormi e variopinti pixel che frangono di continuo la stabilità della figura e del colore.
I tasselli tuttavia non si inseriscono nella griglia ordinata e immutabile della scomposizione digitale o del retino fotomeccanico, sono premuti da un’immaterialità sottesa, affrancati irrevocabilmente dalla prosaicità della stampa dozzinale da cui derivano.
Come per lo zucchero e i chiodi che componevano precedenti lavori dell’artista (Sugar Children 1996, Beggars, after Rembrandt, 2001), non sembra che l’interesse prevalente sia quello per il carattere quotidiano dei materiali, ancora una volta protagonisti dell’opera e allo stesso tempo garanti della sua completa autonomia dal dato reale dal referente esterno. Polvere e filo sono il supporto che per un attimo, per una sorta di necessaria epifania terrena, incarna la cosa trovata, affinché questa possa raggiungere il suo spazio ideale, nel divario incolmabile tra la cosa e il riflesso.
Fino a questa serie c’era ancora un tratto, qualcosa, che teneva insieme il dato di partenza all’immagine finale: Muniz lo ha spezzato con una riflessione serrata sulla copia dell’opera d’arte.
Partendo dalla Medusa apparsa su un piatto di spaghetti alla marinara, dalla doppia Gioconda di Warhol, liberatasi con garbo dalla traccia in bianco e nero (parente stretta del Buster Keaton, icona d’inchiostro lucida e sontuosa che aggiorna quelle di Lichtenstein), con Pictures of Earthworks (2002) il fotografo si rivolge alle esperienze novecentesche che hanno avuto quale unica possibilità di sopravvivenza la documentazione visiva (land art). Contemporaneamente, con la serie tratta dalle carceri di Piranesi, l’intreccio tra l’illusione di assoluta aderenza alla tecnica dell’incisione e il mondo di proporzioni e distanze rovesciate e ideali dell’originale, gli consente di pervenire alla sovrapposizione totale tra la cosa rappresentata e il senso della fotografia (accanto, i monoliti di Donald Judd, ridisegnati con la polvere dei musei, vacillano minacciati dal degrado della materia come un filmato che resti attaccato a un supporto scadente, prossimo a scomparire).
Con le Pictures of Magazine Muniz torna a plasmare la più tradizionale delle forme, le sembianze del volto umano, adoperando solo immagini liberate dalla originaria destinazione d’uso, dalla tecnica e dal mezzo, dai veicoli di diffusione, dalle modalità e condizioni di ricezione, senza che nessuno di questi elementi scompaia. Il risultato è lo sguardo divinamente benevolo degli eroi del nuovo Brasile, per una volta al sicuro dalla minaccia del Doppio.

articoli correlati
Trans-figuration
Vik Muniz in mostra a Bologna
biennale 2001: il padiglione brasiliano
ritratti di Chuck Close all’American Academy a Roma

francesca zanza
mostra visitata il 30 settembre 2003


Vik Muniz, a cura di Germano Celant
MACRO, via Reggio Emilia (Porta Pia), 067107929, www.comune.roma.it/macro, macro@comune.roma.it , mar_dom 9-19 festivi 9-14, ch lun, ingresso intero 5, 20 euro, ridotto 4,20 euro, catalogo Electa 25 euro


[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Yes We Fluxus! Party Chiari e Amicizie Fluxus. Giuseppe Chiari alla Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta

L'arte è facile, diceva Chiari. E la Galleria Susanna Orlando ne abbraccia la filosofia: cinquant'anni di attività celebrati con una…

26 Aprile 2026 21:26
  • Mercato

A Hong Kong, Christie’s mette all’asta la calligrafia

Calligrafia e pittura cinese protagoniste da Christie’s. In vendita opere rare di Wang Shouren, Tang Yin e il celebre Twin…

26 Aprile 2026 19:13
  • Cinema

«Fellini dirigeva immobile mentre tutto oscillava». Intervista al grande scenografo Dante Ferretti

83 anni, tre Oscar, cinque film con Fellini e nove con Scorsese: ai Musei di San Salvatore in Lauro, una…

26 Aprile 2026 14:00
  • Progetti e iniziative

Musei diffusi: l’arte alpina dell’Hotel Bellevue di Cogne

Fondato nel 1925, l'Hotel Bellevue di Cogne è una "casa" dove l'arte alpina non si guarda in teca, ma si…

26 Aprile 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #201, altre forme di identità culturali e pubbliche: Lorenzo Castore

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

26 Aprile 2026 9:30
  • Mostre

The Only True Protest is Beauty: il debutto veneziano di Dries Van Noten

Fino al 4 ottobre, la mostra inaugurale di Fondazione Dries Van Noten trasforma l’opulenza in uno spazio di riflessione, dove…

25 Aprile 2026 22:27