Vista da una fessura, stretta nei suoi nuovi margini obbligati, un’immagine sembra sospesa: chi la guarda ne percorre la superficie con il dubbio che qualcosa resti celato o risulti mistificato. Se le immagini sono una serie e soprattutto se il soggetto è una realtà complessa e inafferrabile come quella dello spazio urbano, il risultato potrebbe assomigliare ad un mosaico misterioso: accade per l’allestimento che accompagna la tappa romana della presentazione del libro EndCommercial® (un vero e proprio tour che ha toccato New York, Berlino e prossimamente Parigi), un volume in cui si parla di
Questa lettura guidata, questa progressione di sequenze senza didascalia fa di EndCommercial® una sorta di storyboard in cui sono bandite le parole, ma persistono i simboli: gli autori Wolfgang Scheppe, Luca Pizzaroni e Florian Böhm hanno realizzato un progetto a sei mani, in cui l’analisi dei dati è diventata immagine e marchi, loghi, sigle sono il repertorio iconografico contemporaneo. Il corpo della città, frammentato in una successione di scatti, di angolature differenti, si ri – compone nuovamente tra le pagine del libro e nell’installazione: è parcellizzato in una serie di foto (che nel volume sono
È disincantata, impietosa, ma non scarna, questa visione che fa di New York un paradigma, una campionatura esemplare: una trama di immagini, da sfogliare o da guardare srotolata su un tavolo. Il punto di vista è una privilegiata prospettiva aerea.
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