Categorie: roma

fino al 5.II.2011 | Robert Pan | Roma, Il Segno

di - 1 Febbraio 2011
Si potrebbero chiamare
in tanti modi i lavori di Robert Pan
(Bolzano, 1969), ma il meno corretto è sicuramente chiamarli ‘quadri’. Lo
stesso artista, con una certa benevolenza, li definisce, infatti, “oggetti”. Perché del quadro hanno
soltanto la forma e il luogo in cui si collocano, la parete. Per il resto, se
ne allontanano completamente.

Per realizzarli“, spiega l’artista, “non utilizzo pennelli, bensì la carta vetrata”. Spiegare la tecnica
e, quindi, la pratica artistica con cui Pan realizza i propri lavori può
certamente avere il risultato di svuotare la pregnanza dell’effetto finale ma,
nella specifica circostanza, diventa un valore aggiunto perché narra, e svela,
quei piccoli segreti che arricchiscono un’opera di quel particolare quid complicato da precisare.

Il titolo della
personale, Tekton, racchiude in
realtà un’importante indicazione. Perché infatti Pan “costruisce” i suoi
oggetti. Attraverso una stratificazione, una continua sovrapposizione di strati
(tra i 20 e i 30) di resine mescolate a pigmenti colorati, costruisce una
superficie con un peso fisico di una certa rilevanza (i suoi lavori arrivano
anche a pesare 40 chili, con uno spessore dai 5 ai 7 centimetri).


Questa
particolare e originale tecnica, adottata da Pan da molti anni, ha l’unico
svantaggio che le sue opere perdono la loro peculiare profondità nelle
riproduzioni fotografiche; sono quindi lavori che obbligano il fruitore a una
diretta e personale visione per apprezzarne le infinite sfumature.

Seguendo la filosofia
scultorea michelangiolesca, dalla superficie lentamente creata, altrettanto
lentamente, togliendo, è “tirata fuori” l’immagine che è cristallizzata in
essa. In questa prassi di accumulo, la luce è così catturata nei diversi piani,
divenendo ulteriore elemento costruttivo. E si creano, quasi per incanto, infinite
fantasmagoriche storie, dei micro-macro-cosmi in cui l’artista vuol tirare
dentro l’”oggetto”, il visitatore e farlo perdere in esso. Vuole, cioè,
risvegliare quel genuino senso di stupore, di fanciullesco sapore.


I lavori di Pan non
sono, quindi, solo ricerca estetica del bello, bensì la ricerca della mariniana
“maraviglia” “dell’eccellente e non del
goffo
”. Lavorando per serie, nell’analisi dello e sullo spazio, Pan
costruisce quindi storie che racchiudono un ultimo elemento, il tempo. Quel
tempo necessario per realizzarle (per ogni lavoro sono impiegate circa 36 ore)
ma anche per viaggiare in esse.

daniela trincia

mostra visitata il 12 gennaio 2011


dal 9 dicembre 2010 al 5
febbraio 2011

Robert Pan – Tekton.
Costruttore

a cura di
Guglielmo Gigliotti

Galleria Il Segno

Via di Capo le case, 4 (zona
Fontana di Trevi) – 00187 Roma

Orario: da lunedì pomeriggio
a sabato mattina ore 10.30-13 e 17-19.30

Ingresso libero

Catalogo disponibile

Info: tel. +39 066791387; fax
+39 066795844; info@galleriailsegno.com; www.galleriailsegno.com

[exibart]

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