Categorie: roma

fino al 5.V.2009 | Edward Mapplethorpe | Roma, Pino Casagrande

di - 16 Aprile 2009
Messa da parte l’ingombrante eredità del fratello Robert, il più giovane Edward Mapplethorpe (New York, 1960) comincia a esplorare le tecniche fotografiche nel ’92 – usa esclusivamente il bianco e nero – studiando la superficie dell’acqua. La sua visione anela all’astrazione; una poetica in cui la geometria riveste un ruolo fondamentale: cerchi concentrici come ipnotiche iridi impazzite, graffi e grovigli, pulsioni astronomiche, quadrati che corteggiano cerchi.
L’alchimia è ottenuta dalla luce e dal movimento, spesso rotatorio, sulla carta fotosensibile. “Tutto quello che è esposto in questa mostra esce dalla camera oscura. Non c’è un’immagine scattata con la macchina fotografica”, afferma l’artista. “Alcune linee sono ottenute con capelli umani, altre con crini di cavallo. A differenza dei capelli, troppo sottili, i crini, molto più spessi, graficamente hanno una forza maggiore”. Materiali che perdono la propria identità per affermare una divagazione puramente artistica, sempre più astratta. “Un po’ come l’espressionismo astratto o l’action painting di Jackson Pollock”.Quanto alle forme geometriche, è il volume della sfera, la perfezione del cerchio a essere il polo di riferimento. Una forma che sussurra alla fantasia la visione (sempre lirica) di una Luna piena, oppure di un Sole all’alba o al tramonto. La gamma cromatica è concentrata sulle varianti del bruno e del grigio.
Il ciclo TimeLines/TimeZones, prima personale italiana del fotografo, è una sintesi delle due singole mostre, TimeLines (Galerie artMbassy) e TimeZones (Ketterer Kunst), organizzate nella capitale tedesca a fine 2008.
TimeZones (2008), in particolare, trova una perfetta simbiosi con il luogo che la ospita, la neutra sala dello studio di Pino Casagrande. Il ritmo delle nove grandi stampe alla gelatina ai sali d’argento (affermazione della tecnica tradizionale nel delirio del digitale) è sancito da due estremi: il bianco e il nero. Isolata sulla parete più piccola – raccordo tra le due principali e, allo stesso tempo, punto di forza nel passaggio tonale – la stampa grigia. La luce, nei diversi e spesso lunghissimi tempi di esposizione, dipinge una varietà di colori e non-colori costantemente brillanti.
Mapplethorpe s’ispira, interpretandola autonomamente, alla ricerca di Ansel Adams, che con il suo “sistema delle zone” elaborò già alla fine negli anni ’40 un complesso sistema scientifico per stabilire tempi di posa e sviluppo che determinasse il controllo dei mezzi.

Come scrive Beaumont Newhall, “il fotografo, come il musicista, domina e controlla perfettamente il suo strumento. Non c’è più posto per il caso, e il fotografo può concentrarsi sull’aspetto estetico del suo lavoro, con la sicurezza che i risultati non solo saranno eccellenti sul piano tecnico, ma realizzeranno la sua interpretazione personale del soggetto”.

manuela de leonardis
mostra visitata il 2 aprile 2009


dal 2 aprile al 5 maggio 2009
Edward Mapplethorpe – TimeLines/TimeZones
Studio d’Arte Contemporanea Pino Casagrande
Via degli Ausoni, 7/a (zona San Lorenzo) – 00185 Roma
Orario: da lunedì a venerdì ore 17-20
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 064463480; gallcasagrande@alice.it

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

Articoli recenti

  • Arte antica

Un busto di un Cristo Salvatore a Roma potrebbe essere di Michelangelo

Un busto del Cristo Salvatore, conservato nella basilica di Sant’Agnese a Roma e prima attribuito a un anonimo scultore del…

4 Marzo 2026 18:02
  • Arte contemporanea

Si può indossare un’opera d’arte? A Milano il confronto tra Maria Calderara e Tomaso Binga

Un progetto espositivo che unisce il gesto sartoriale della stilista alla scrittura asemantica dell’artista. La collezione #WWWWOMANWORDWRITINGFW26/27 trasforma il corpo…

4 Marzo 2026 16:43
  • Mostre

All’Accademia Carrara di Bergamo va in mostra una storia dei Tarocchi lunga sette secoli

A Bergamo, l’Accademia Carrara ripercorre sette secoli di storia dei tarocchi, dalle corti rinascimentali alla contemporaneità, riunendo per la prima…

4 Marzo 2026 15:30
  • Progetti e iniziative

L’onda coreana arriva nei musei, dal Guimet di Parigi al MASI Lugano

Dalla grande rassegna del Musée Guimet di Parigi, alla mostra di videoarte al MASI di Lugano, i musei europei esplorano…

4 Marzo 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Remo Salvadori alla GNAMC: presentazione del catalogo e nuova acquisizione per il museo

Alla GNAMC - Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea di Roma, un incontro con Remo Salvadori per la presentazione del…

4 Marzo 2026 12:32
  • Beni culturali

A Pompei ritorna la vite: sei ettari di vigneti nel parco archeologico

Il Parco Archeologico di Pompei rilancia la viticoltura antica con sei ettari di vigneti sostenibili e una cantina, in un…

4 Marzo 2026 11:30