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Fino al 5.V. 2018 | Stephane Graff. Eyedentity | Galleria Mucciaccia, Roma

di - 25 Aprile 2018
Si dice comunemente che gli occhi siano lo specchio dell’anima e che si conosce qualcuno veramente solo guardandolo negli occhi. Vero è che penetrando gli occhi dell’altro, violiamo un’intimità, apriamo una porta verso la sua anima, verso lo stato di quell’anima. Guardando quello sguardo, squarciamo il velo tra l’Identità con cui l’individuo considera e costruisce se stesso e la realtà intrinseca e mutevole che vibra nell’Io profondo di una persona.
La mostra dell’artista Stephane Graff, aperta al pubblico fino al 5 maggio presso la Galleria Mucciaccia a Roma, s’intitola “Eyedentity” ed esplora proprio la gestione e la dissimulazione della poliedrica identità dell’individuo. Sono esposte opere selezionate tra i suoi lavori più noti, realizzate con tecniche diverse, coerenti con la costante ricerca psicoanalitica su ritratto, identità e memoria che caratterizza tutta la produzione di Graff.
In molte delle sue opere la figura umana è riportata come memoria di sé, testimonianza di un momento del passato accreditato da vestiti, pose, contesti. Fotografie di un trascorso che ci è familiare reinventate e riprodotte pittoricamente. Personaggi, incontri, situazioni e poi banchetti con centinaia d’individui colti in un momento di sospensione, nell’atto collettivo ma solitario di offrire al fotografo il loro sguardo. Uno sguardo rubato, cancellato, (o forse difeso?), poiché la qualità costante di questi individui è proprio nella mancanza dello sguardo, prima eliminato per addizione da uno schizzo di materia colore e poi per sottrazione tramite neri rettangoli come ritagliati dalla tela. È l’artista il creatore, gestore, manipolatore di questa iperrealistica falsità. È lui che ci induce lo spaesamento, la curiosità, l’interpretazione, l’immedesimazione in quello sguardo che non c’è ma che ci apre a uno spazio nero e assorbente. Ci induce la paura e la voglia di essere anche noi seduti a quei banchetti, sconosciuti tra gente sconosciuta, identificabili solo da una palese identità sociale che si deve quantomeno simulare. Chiarificatrice la presenza, in alcune opere, delle ballerine contorsioniste: trasformiste di un corpo in continuo mutevole movimento.
Stephane Graff, Eyedentity
Occhi ben visibili e sguardo diretto nelle serigrafie nate dalla performance È proibito sorridere, una serie di foto segnaletiche di personaggi forse riconoscibili ma non identificabili. Una carrellata di fisionomie e di ritratti fotografici anonimi ai quali basta aggiungere un carattere identificativo, come lettere e numeri segnaletici, perché ispirino immediatamente diffidenza o morbosa curiosità. Negli Eye Totem e nei Foto-fit il gioco è svelato: occhi sovrapposti, sostituibili come negli antichi identikit, moltiplicati per quante molteplici identità si voglia creare. Ancora identità violate nella scomposizione delle numerose parti che compongono le opere realizzate con la tecnica Mille- Feuille. Strati orizzontali di legno, dipinti separatamente e poi assemblati nella ricostruzione artigianale di un volto o di una figura. Immagini inevitabilmente non coincidenti tra loro che attuano un effetto d’indefinito e quindi di mobile, di trasformato e in trasformazione. Nei Glich Paintings, Graff gioca sempre sulla sostituzione e sovrapposizione di parti di un volto, di un ritratto, di un’immagine, prendendo spunto dall’effetto che un errore di segnale ha sui pixel di uno schermo televisivo. La citazione del film “La Finestra sul Cortile” di Hitchcock è illuminante per capire il molteplice gioco dell’artista, simulatore e dissimulatore, che dipinge e che altera la realtà visiva, negando un’identità e proponendo altro, qualcuno non più completamente riconoscibile ma altrettanto vero… o altrettanto falso.

Lucia Collarile
mostra visitata il 12 aprile
Dal 23 marzo al 5 maggio 2018
Stephane Graff. Eyedentity
Galleria Mucciaccia
largo della Fontanella di Borghese 89, Roma
orari: dal lunedì al sabato 10.00 – 19.30; domenica chiuso
Info: tel. 06 69923801 | www.galleriamucciaccia.com

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