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Fino al 5.V.2019 | Anne e Patrick Poirier ROMAAMOR | Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, Roma

di - 24 Aprile 2019
La prima mostra monografica in Italia di Anne e Patrick Poirier chiude il celebre programma espositivo della direzione Mauriel Mayette-Holtz (direttrice dal 2015 al 2018) che ha visto alternarsi grandi nomi come: Annette Messager, Yoko Ono e Claire Tabouret, Elizabeth Peyton e Camille Claudel, Tatiana Trouvé e Katharina Grosse; senza dimenticare i tanti ospiti che hanno partecipato alla mostra nei giardini “Ouvert la Nuit”.  Anne e Patrick Poirier sono tra le coppie più importanti nello scenario artistico internazionale. Una liaison amoureuse declinata in una simbiosi creativa che ha preso corpo all’interno di uno dei gioielli di Roma, Villa Medici, dove cinquant’anni fa si sono conosciuti vincendo il Grand Prix de Rome del 1967. Oggi il sito viene completamente investito dalle loro installazioni, un compendio di “rovine” che evocano la memoria, la storia e il tempo che, lento, segna le civiltà, le città, proprio come quella che noi chiamiamo Eterna. Sebbene il loro approccio potrebbe sembrare di tipo archeologico esso non si basa su una passiva contemplazione dell’oggetto, anzi, esso diventa soggetto attivo e innesco di visioni e formalizzazioni di architetture sulle quali edificare un nuovo immaginario, vivo, pulsante, che abbia una valenza attuale trovandovi stimoli e creatività per riflettere sul presente.
“Passiamo dall’ombra alla luce, alternativamente, dal nero al bianco, dall’ordine al caos, dalla rovina alla costruzione utopica, dal passato al futuro, e dalla introspezione alla proiezione. La duplice identità del nostro binomio di architetti-archeologi è ciò che consente questa erranza tra universi apparentemente lontani tra loro, dei quali cerchiamo le relazioni nascoste”, Anne e Patrick Poirier.
Le Labyrinthe du cerveau, 2019 cailloux de marbre / pietre di marmo 403m 2 courtesy Anne et Patrick Poirier
Lo spettatore entra quindi in zone di ombra e di luce dove un globo gira al contrario circondato da rami abbattuti, simbolo di una decadenza che non si arresta; un altro appeso sottosopra in cima al soffitto costellato da coltelli. Un lampadario dallo stile chic-minaccioso che rivolge le lame verso dei tappeti raffiguranti mappe e confini segnati da continue guerre e conflitti. Architetture utopiche sospese da terra con spioncini tanto piccoli quanto illuminanti sulla “vita” che vi scorre all’interno. Strumenti di visione che puntano sulla perdita della realtà circostante del pubblico per immergerli nell’opera e nel suo significato. Poi, il buio. Miti e tragedie sepolte nel nostro inconscio. La memoria culturale è uno dei punti nodali nella ricerca degli artisti francesi e, ancora oggi, ritorna traendo ispirazione dalla distruzione della Biblioteca di Alessandria. La loro idea di distruzione si concretizza. Il nero impera nella stanza e l’unico barlume di luce si riflette sulle foglie d’oro che rivestono qualche delicato particolare. Una deflagrazione di cui rimangono solo miseri frammenti, frasi, parole. Poi, la luce. Scale e piume ci portano dalla terra al mondo celeste, i nomi delle costellazioni ci guidano per legare i due spazi. In cima una croce innalzata simbolo del politeismo e del monoteismo che hanno segnato la nostra storia. Au dehors, nei giardini, si dispiega il labirinto celebrale, un intersecarsi di percorsi guidati dal solo flusso di memoria portando alla fontana centrale; in un’altra sono immersi frammenti di statue dagli sguardi immobili e ieratici che guardano il cielo. Gli occhi, gli occhi delle statue, sono muti ma custodi di scenari, della storia, del tempo. All’interno della mostra “ROMAMOR” anche il primo lavoro dei Poirier. Un lavoro che esprime la fragilità che li accompagnerà declinandola nella delicatezza che necessita al mondo per cautelarlo e preservarlo con estrema attenzione.
Valentina Muzi
mostra visitata il 27 febbraio
Dal 27 febbraio al 5 maggio 2019
Anne e Patrick Poirier ROMAAMOR
Académie de France à Rome – Villa Médicis
viale Trinità dei Monti, 1 – 00187 Roma T +39 06 67611
martedì-domenica, dalle 12.00 alle 19.00 (ultimo ingresso 18.30)

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