Categorie: roma

fino al 6.VI.2004 | Sally Mann – Deep South | Roma, Istituto Nazionale per la Grafica

di - 7 Maggio 2004

L’allestimento delle 17 fotografie di grande formato che formano la serie Deep South (1998) mette in evidenza un aspetto importante delle immagini create da Sally Mann: i faretti puntati singolarmente dall’alto su ciascuna opera creano un’illuminazione locale ed insieme con le massicce cornici nere danno l’impressione di trovarsi di fronte all’esposizione di oggetti, raccolti per di più in una sorta di camera privata.
La suggestione ricercata è quella del vecchio album, come dimostrano abbondanti indizi, a partire dai quattro angoli anneriti e dai numerosi procedimenti di “usura” a cui sono state sottoposte le fotografie in fase di sviluppo e di stampa, ad esempio graffi e abrasioni del negativo (l’artista ha inoltre utilizzato al momento dello scatto una macchina dell’inizio del secolo scorso, costringendola spesso a sovraesposizioni e distorsioni). Viene così a crearsi un efficace contrasto tra la presenza netta del pezzo e la scarsa leggibilità delle immagini, necessaria all’interpretazione del paesaggio proposta da Mann. Tra i boschi e le acque non è possibile rintracciare nessuna presenza umana, se non in forma di frammento architettonico o di rovina; in questo modo l’iconografia ritorna sul senso di avanzamento inesorabile della natura, processo di erosione che genera la contemplazione del trascorrere del tempo, già osservato sul corpo stesso delle immagini. La forma degradata, i cui contorni sono ormai indefinibili (da qui la rinuncia alla linea e al bianco e nero), è dunque il medium della rappresentazione, il cui oggetto è la memoria stessa, sganciata da ogni coordinata storica e trasformatasi in percezione sensibile del passato.

I riferimenti a teorie e riflessioni risalenti all’inizio del Novecento, in primo luogo agli scritti di Alois Riegl sul sentimento dell’antico (molto in voga negli ambienti accademici statunitensi degli anni Novanta), sembrano più pertinenti di una comparazione con ipotesi recenti sia sul paesaggio puro sia sulla fotografia come cosa e oggetto. Accanto all’illuminazione e al tipo di cornice si rivela allora –significativo- il sapore vagamente decadente, appena complicato dall’idea ricorrente dello specchio d’acqua stagnante, da cui è condannato a uscire il riflesso delle forme. E si chiariscono meglio -in relazione anche a serie precedenti realizzate dalla fotografa nata in Virginia- le intenzioni fortemente autobiografiche, poste in primo piano dai curatori nel testo introduttivo.

articoli correlati
fotografia al femminile in un libro di Contrasto
FotoGrafia fa tris: tutti gli appuntamenti dell’edizione 2004 del festival
Joseph Koudelka, teatro del tempo
link correlati
www.sallymann.org

francesca zanza
mostra visitata il 28 aprile 2004


Sally Mann. Deep South
Istituto Nazionale per la Grafica – Palazzo della Calcografia, via della Stamperia 6 (Fontana di Trevi), 0669980242, www.fotografiafestival.it, info@fotografiafestival.it , mar_dom 10-13/ 14-19, ch lun, ingresso gratuito, mostra realizzata con il patrocinio dell’Accademia Americana


[exibart]


Articoli recenti

  • Mercato

Finarte: è record mondiale per una fotografia di Franco Fontana

Un paesaggio di Fontana da € 20.320, ma anche gli scatti di Hiroshi Sugimoto, Luigi Ghirri, Gianni Berengo Gardin. Tutti…

4 Aprile 2026 8:15
  • Mostre

Ulassai, Sardegna: Il Significato dell’Opera

É in programma fino al prossimo 7 giugno, a Ulassai, la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea

4 Aprile 2026 0:02
  • Mercato

Duchamp & Company: provocazione, gioco e genio in asta a New York

Oltre cento opere – tra multipli, stampe e rarità da collezione – raccontano l’eredità di Duchamp in una vendita speciale…

3 Aprile 2026 18:37
  • Arte moderna

Klimt torna a Piacenza: il Ritratto di signora esposto alla Galleria Ricci Oddi

Il Ritratto di signora di Gustav Klimt torna alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dopo il prestito per la mostra…

3 Aprile 2026 17:30
  • Progetti e iniziative

YES, BUT: a Milano un progetto espositivo negli spazi in trasformazione

Il format espositivo YES, BUT debutterà a Milano durante l’Art Week 2026: il progetto porterà opere site specific in spazi…

3 Aprile 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Coimbra Anozero: alla scoperta di una Biennale che cresce nei luoghi e nelle relazioni

La Biennale di Coimbra torna con un progetto che si sviluppa tra architetture storiche e interventi contemporanei, mettendo in gioco…

3 Aprile 2026 13:30