Categorie: roma

fino al 6.VI.2010 | I Mutanti | Roma, Villa Medici

di - 28 Maggio 2010

Il concetto di identità è al centro della mostra proposta dall’Accademia di Francia. Un tema variamente intrecciato ad altre questioni come tradizione, colonialismo, post-colonialismo e migrazione, tutte sfaccettature che, seppur variamente evidenziate nel bel catalogo editato, non sembrano emergere nel progetto espositivo. È più evidente forse un approccio al tema identitario considerato nelle sue continue trasformazioni, nell’ottica di quella liquidità teorizzata da Zygmunt Bauman che, però, nella complessità del percorso appare in parte tradita dalla lettura di racconti separati, non di capitoli di un’unica scrittura di per se stessa segnata di una sequenzialità liquida che l’idea di mutazione del titolo rimanda.

Non a caso il progetto viene dichiarato come una raccolta di cinque mostre che, forse anche per questo, finisce per affrontare l’ibridismo nel riferimento ai differenti strumenti espressivi utilizzati dagli artisti invitati: video, pittura, fotografia, installazione.

I diversi racconti/mostre segnano diversi momenti dunque. Ad Adrian Paci il curatore affida il tema dell’identità migrante. L’artista, attraverso diversi lavori, l’affronta con la costante tensione politica che caratterizza tutta il sua ricerca, seppure con senso ironico che si fonde a una certa tenerezza divertita in I love the gallerists and they love me, “corollario” di lavori più strettamente legati al concetto di spostamento umano ma espressione delle conseguenze personali e sociali che il suo caso individuale ha prodotto.


Adel Abdessemed
, attraverso Dio – video realizzato a Villa Medici per l’occasione – lavora sulla tradizione culturale. Il riferimento alla storia di Roma e più in genere occidentale passa per l’origine cristiana, nodo dei dibattiti sull’identità che proprio l’attualità socio-politica europea mette al centro di una opposizione all’inevitabile mutazione del profilo caucasico, figlia dei flussi migratori.

La pittura figurativa Djamel Tatah ha il sapore di un’analisi psicologica. I suoi personaggi sono silenti, con attitudine introspettiva, soli anche quando vengono ritratti in gruppo. I loro sguardi non si incrociano mai e finiscono a terra o in un volo incontrollato. Il loro è uno stato di sospensione, fisica ed emotiva, psicologica e sociale. La storia personale di certo incide nella ricerca di Tatah, francese di origine algerina.


E ancora in mostra Ellen Gallagher con la sua stanza nell’Atelier del Bosco e il lavoro di Stephen Dean che (si) rimanda quell’idea di continuità liquida attraverso il movimento che l’effetto dell’infrarosso dei suoi video regala: una visione nell’intimità fisica più segreta che scioglie ogni confine tra il dentro e il fuori, offrendo una sequenza spazio-temporale priva di cesure e in perenne trasformazione.

articoli correlati

Adel Abdessemed e il concetto d’identità

Contemporaneo Liquido da Franco Soffiantino

Storia, memoria, identità nella fotografia recente

federica la paglia

mostra visitata il 29 marzo


dal 29 marzo al 6 giugno 2010

I Mutanti

a cura di Eric de Chassey

Villa Medici – Accademia di Francia
Viale Trinità dei Monti, 1 (zona piazza di Spagna) – 00187 Roma
Orario: da martedì a domenica ore 11-19
Ingresso: intero € 8; ridotto € 5
Catalogo Drago
Info: tel. +39 06676291; fax +39 066761243; stampa@villamedici.it; www.villamedici.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Spazio Rivoluzione, la nuova sede aperta a Roma

È stata inaugurata a Roma, con la collettiva MEGADEATH, la nuova sede di Spazio Rivoluzione, già presente a Palermo e…

19 Gennaio 2026 0:02
  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30