Categorie: roma

fino al 7.XI.2006 | Tracey Emin | Roma, Lorcan O’Neill

di - 20 Ottobre 2006

Si dirà che questa personale romana –la seconda in tre anni– Tracey Emin l’ha risolta in surplace, coi disegnini conditi con l’acrilico, su tele-francobollo che misurano venti centimetri per lato. Si parlerà di autografi rilasciati “a parete”, serviti in cornici e cornicette a schiera, perfetti per i salottini che (non) contano. E si dirà che si è decisa per la pittura –anzi, per la matita– perché è tipico del big, di tanto in tanto, di proporsi in mise comodamente impagliate.
Senonché, si faranno pure le eccezioni dovute. Puntualissime. Per le cosiddette cose migliori, per il copione collaudato ma tuttora ruggente, per l’artista che non ha ancora messo la cosiddetta testa a posto. Col risultato che alle novità appena accennate e non meglio identificabili verranno contrapposti proprio i pezzi immediatamente riconoscibili. Poco importa se risalenti all’oggi ma relativi a ieri; poco importa se nati imbalsamati e smerigliati quel tanto che (non) basta. Verranno tratti in salvo, nella fattispecie, soltanto i lavori a ricamo su cotone (sette in tutto, non pochi) e i due neon che recitano, striminziti ma inconfondibili, With my heart e, appunto, More flow.
Per chi scrive, all’opposto, il difetto di una mostra come questa sta proprio nel suo risultare una mostra assolutamente compatta. Di più: una mostra compattata e col baricentro incomprensibilmente proteso all’indietro; sorta di operazione cofanetto che si avventura nell’impresa non facile di smorzare le cose nuove e di annacquare le cose vecchie.
L’ennesimo tentativo fallito, per la cronaca, di sommini strare passato e presente (e futuro) in un boccone solo. Ma tant’è: non resta che registrare il fatto che iniziative del genere non si addicono alll’artista di razza e, oltretutto, nel pieno delle forze. Si noti, in proposito, nei citati lavori su stoffa, la sorpresa precotta dell’opzione “colore grigio”, variatio facile facile che finisce per deprivare la visione-ricamo del necessario nitore vignettistico.
Peccato. Perché a Tracey Emin tela e pennello –e il dripping, e la matita– magari s’addicono pure. Va’ a saperlo. Tanto vale aspettare Venezia, 52. Biennale d’Arte, padiglione inglese. Nel frattempo, si consiglia di godersi il suo lavoro direttamente sui cataloghi. Dove si trova facilmente tutto ciò che, fino ad ora, bisogna conoscere: le installazioni memorabili e le trascrizioni-lampo da un immaginario privatissimo, corsivo e penitente, sublimato per mezzo del passo lento e morbosetto del cucito.

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La mostra precedente da Lorcan O’Neill

pericle guaglianone
mostra visitata il 7 ottobre 2006


Tracey Emin – More flow
Lorcan O’ Neill – Via degli Orti D’Alibert 1e – Roma (Trastevere/via della Lungara) +39 0668892980 (info), +39 066838832 (fax)
Sito web: www.lorcanoneill.com – E-mail: mail@lorcanoneill.com
Orario di galleria: dal lunedì al venerdì 12/20; sabato 14/20 (possono variare, verificare sempre via telefono)


[exibart]

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