Il titolo è “Sistemi di adattamento”, il denominatore comune è il confronto con quelle cose che utilizziamo ormai automaticamente, con quei luoghi che percorriamo senza vedere, perché già guardati migliaia di volte.
Lo zainetto multifunzione di Marco De Luca (Torino, 1964) si adatta perfettamente ad ogni situazione: contenitore capiente, seggiolino, altalena, airbag, giubbotto salvagente, imbracatura di sicurezza… talmente “troppo” utile da diventare inquietante.
Un “Condominio” come una scatola, chiusa ermeticamente da cui fuoriesce solo un insieme confuso di voci: è l’opera di Maurizio Borzì (Catania, 1970), il modello tridimensionale di una palazzina e la registrazione dei racconti sovrapposti degli inquilini. L’edificio, riprodotto nei minimi dettagli, sembra una scatola riempita dal suono dei suoi abitanti: quel che dicono resta incomprensibile, ma è l’unica testimonianza della loro “esserci”.
Potremo montare il nostro Giardino Alchemico seguendo semplicemente le istruzioni: “The Alchemic Garden” di Gian Luca Ranno (Rivoli, 1973) è quasi un kit “fai – da – te”, su di un tavolo ci sono bulbi, semi, terra… tutto l’occorrente e, immancabili, le istruzioni di assemblaggio.
Neanche l’alchimia sfugge all’epoca della riproducibilità tecnica.
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