Categorie: roma

fino al 9.I.2005 | Carla Accardi | Roma, Macro

di - 15 Ottobre 2004

Non un’antologica, né un amarcord. Quello che emerge è l’aspetto più attuale della produzione di Carla Accardi. Così nonostante questo sia il primo allestimento dedicato all’artista in un museo romano (a parte l’omaggio al Museo Laboratorio dell’Università La Sapienza del 2000), la mostra non ripercorre tutto l’iter creativo, ma si concentra su un periodo relativamente prossimo.
Vengono omessi gli anni di Forma 1, i monocromi degli anni ’60, i decorativismi matissiani, il suo originale linguaggio segnico. Il percorso invece parte dagli anni ’70 con i quadri in sicofoil (molti dei quali inediti), che occupano una delle quattro sale allestite. Il materiale usato, queste tele in plastica, è teso su veri e propri telai a ribadirne contemporaneamente la forma e l’essenza: l’essere un quadro. Ma del quadro strictu senso cosa rimane? Il colore, assoluto, steso a grandi pennellate dense e compatte. A volte il sicofoil viene tagliato a strisce per brevi tratti sovrapposte, in cui la superficie trasparente crea una sorta di tridimensionalità e di movimento. Quadri simili li ritroviamo in un’altra sala, dove al centro è posta una casa labirinto in plexiglass, percorribile. Le pareti della struttura sono dipinte con rapidi accenni di colore nero in cui sguardo si perde. I quadri in sicofoil alle pareti sono tutti sulla stessa tonalità di grigio: virgole di colore sembrano riprodurre degli stormi, il cui movimento è accentuato dalla sovrapposizione dei fogli, questa volta usati interi.

Di tutt’altra cromia è l’altra ala della mostra, che raccoglie opere datate anni ’90 e 2000. Altre due sale, una con alti coni in ceramica disposti a terra: la materia è sfruttata al massimo nel suo rifrangere luce e dare brillantezza ai colori accesi. Ed è come se le sculture fossero impacchettate, ben confezionate in una carta di vernice splendente. Alle pareti quadri in vinilico su tela, supporto mai abbandonato dall’artista: anche qui i toni sono molto accesi e in forte contrasto, sul fondo si stagliano riquadri decorati con segni zoomorfi, altre volte arabizzanti.
Infine la sala con 15 disegni a china su carta realizzati appositamente per MACRO: svolti come una sorta di metopa che si srotola per 12 metri che avvolge lo spazio, sono allo stesso tempo decorazione e segni in movimento. E poi ancora tele in vinilico, una per tutte Quattro colori, che cita con leggerezza tanto Nicola de Maria quanto la sintesi grafica di Keith Haring.

Opere recentissime, che in qualche modo però si ricollegano col passato: “il quadro, la scultura sono mezzi d’espressione, il quadro deve poter servire anche come complemento decorativo di una parete nuda, il fine dell’opera d’arte è l’utilità, la bellezza armoniosa, la non pesantezza.” Diceva proprio così il Manifesto di Forma 1.

valentina correr
mostra visitata il 28 settembre 2004


Carla Accardi, a cura di Danilo Eccher
Macro, via Reggio Emilia 54 (porta Pia – Nomentana), www.macro.roma.museum , macro@comune.roma.it
+39 06671070400 (info), +39 068554090 (fax)
da martedì a domenica 9.00-19.00 festività 9.00-14.00 lunedì chiuso
Ingresso: intero € 5,20 ridotto € 4,20. Gratuito fino ai 18 anni e oltre i 65
catalogo electa euro 50 in libreria, euro 42 in mostra


[exibart]




Articoli recenti

  • Archeologia

A Fano riemerge la Basilica di Vitruvio, una scoperta storica per l’archeologia

Durante gli scavi in piazza Andrea Costa, a Fano, è stata identificata la Basilica descritta da Vitruvio nel trattato De…

21 Gennaio 2026 11:18
  • Progetti e iniziative

Capitale italiana della Cultura 2028: annunciate le dieci città finaliste

Il Ministero della Cultura ha reso note le dieci città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028:…

21 Gennaio 2026 10:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Alessandro Pavone

Il mio mestiere è un incessante sbagliare e ricominciare, un disorientamento nutrito dal coraggio, dalla responsabilità e dall'autodisciplina di avventurarsi…

21 Gennaio 2026 9:12
  • Mostre

We Art Open 2026: a Venezia la nona edizione del progetto dedicato alla ricerca artistica contemporanea

Sull’isola della Giudecca, fino al 1 febbraio 2026, la mostra finale del concorso internazionale We Art Open riunisce 15 artisti…

21 Gennaio 2026 0:02
  • Mercato

Ceramic Brussels 2026 porta in fiera la ceramica come linguaggio globale

Dal Novecento alla ricerca contemporanea, 75 gallerie e quasi 200 artisti raccontano a Bruxelles le evoluzioni della ceramica d’autore. Tra…

20 Gennaio 2026 18:39
  • Musei

Fondazione Torino Musei: è aperto il bando per i nuovi direttori del MAO e Palazzo Madama

Aperto l’avviso pubblico per selezionare i nuovi direttori del MAO Museo d’Arte Orientale e di Palazzo Madama: l’incarico avrà decorrenza…

20 Gennaio 2026 18:29