All’arte Pascale Marthine Tayou (Yaoundé, Camerun 1967; vive tra Bruxelles e Yaoundé) dice di essere arrivato per caso. Non male per uno che –tanto per citare un paio di mostre dal suo curriculum- ha alle spalle una partecipazione a Documenta (l’undicesima edizione, quella delle platform, diretta da Enwezor) ed una personale al Palais de Tokyo. E –intanto- può continuare a raccontare con invidiabile nochalanchea come a spingerlo a mettersi al lavoro sia stata semplicemente la voglia di dire e fare sia le cose che amo sia quelle che detesto.
Per il MACRO un progetto work in progress dalla dinamica abbastanza singolare: del resto singolare è lo scopo del gioco. L’ artista invita la mamma –che vive in Camerun- a raggiungerlo a Roma, il Museo s’impegna a produrre l’opera (ovvero a coprire le spese del viaggio) l’operazione si conclude quando effettivamente la signora arriverà in Italia ed una documentazione video di andata – permanenza (e annessa visita in Vaticano) – ritorno resterà come testimonianza.
Per adesso –quindi- nella Sala Panorama che ospita Tayou, c’è un allestimento temporaneo, che individua la prima fase: Omnes Viaem Romam Ducunt, la lettera alla madre formato video (ditelo con un filmato, come insegnano certi format TV) e alcune fotografie. Le righe –come quelle della pagina di un quaderno per bambini- che percorrono interamente le pareti della stanza ribadiscono la dimensione intima (quasi si trattasse di un blocco d’appunti lasciato aperto per il visitatore) e contemporaneamente tracciano un reticolato per unire fotografie, parole, immagini del video.
Coup de teatre a parte –l’annuncio durante conferenza stampa dell’arrivo della mamma dell’artista previsto per il prossimo ottobre, che suona molto simile alle dinamiche di un noto show televisivo di non troppe stagioni fa- va detto che Tayou non è nuovo a queste modalità d’intervento: già in occasione di una precedente mostra aveva fatto un’analoga proposta al padre. Se da un lato è sostanziale l’idea di condivisione dell’arte, di coinvolgimento di storie e di personaggi non abituali (l’artista dice con franchezza i miei genitori sono il tipo di persone che generalmente vengono considerate senza interessi…), dall’altro l’iter piuttosto macchinoso di questi interventi sembra irridere e forzare certe definizioni e prassi diffuse nell’arte contemporanea. Artista necessariamentecamerunense, Tayou utilizza
Come la Toyota sgangherata, che un belga ha rifilato a mo di bidone ad un camerunense. E che l’artista ha esposto alla Biennale di Lione, come segno tangibile di condivisione dell’esotismo.
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Mamma zon dando felige...di ho sgriddo una ganzone d'amor....biù ghe daiù zembro bisgardi, MAMMMAAA, MA LA MIA GANZONE BIU' BELLA ZEI DUUUUUUUUUUUUUUU!!!!!!!!!!!!
Vista la lodevole intenzione della signora Tayou di effettuare un pellegrinaggio spirituale a Roma, di fare visita alla Santa Sede e al Santo Padre propongo rispettosamente al maestro Eccher di fare uso degli ottimi servizi dell'opera romana pellegrinaggi che offre servizi e prezzi veramente concorrenziali,per maggiori informazioni: http://www.orpnet.org/
Pace e Bene a tutti,
Don Lurio Costa
Danilo, grazzie per fare venire mio fradello di gamerun e poi anghe mamma, non gome nosdri amigi ghe devono venire su gommoni o sgadoloni di gardone in gondeiner, grazie danilo, du buana buono! non gome quelli che fanno lavorare mia sorella la nodde a dor di quindo al freddo e al gelo! Danilo, non buoi fare favore e drovare lavoro al maxxi anghe ber lei che gosì stagga la maddina da lavoro e va subido a museo? danilo, di brego, ghiama golombo e ghiedi lui favore, anche lui buana buono, di prego!!!