Categorie: roma

fino al 9.XII.2006 | Jonathan Hynd / Nito Contreras | Roma, Casina Giustiniani

di - 4 Dicembre 2006

Domanda: è possibile contenere una città intera, una città come Roma, in una mostra? Prima di rispondere con un’alzata di spalle, immaginare mastodontiche celebrazioni iconografiche che accozzino Vanvitelli all’ultimo esponente della scuola di San Lorenzo, oppure giocare le solite carte del macrocosmo e microcosmo con l’arte a fare da croupier, provate a visitare la mostra in corso di Hynd e Contreras. Inglese il primo, spagnolo di Galizia il secondo, entrambi vivono da decenni nella capitale, dedicandosi a scandagliarla con mezzi espressivi ed estetici molto diversi, ma accomunati da una rara capacità di guardare diagonalmente le cose, di estrarre da particolari minimi ed evanescenti tracce nascoste di senso.
Nel caso di Jonathan Hynd, le reminescenze dei suoi studi di architettura filtrano attraverso la quieta ossessione che l’opera tradisce per la resistenza della materia, la presenza fisica del colore. Secondo le sue stesse parole, “a Roma credo che lo spazio sia come più densamente riempito di materia che nei paesi del Nord, e traendo ispirazione dalla città, ho cominciato ad usare nuovi materiali e pigmenti locali”. Nel limitato spazio a disposizione in galleria, Hynd prova a dare conto di una simile densità attraverso l’accumulazione di piccoli quadrati realizzati con del cartone recuperato a Porta Portese, un materiale impregnato di viaggi e commerci quotidiani su cui il colore si posa in strati successivi, scrostati e grattati come le mura della città. Fino a farsi meditazione sul tempo vissuto nella storia dalla città eterna. Risulta che Leonardo da Vinci invitasse gli aspiranti pittori a concentrarsi sull’intonaco rotto delle pareti, cercandovi immagini e ispirazioni: con ogni evidenza, si tratta di un gioco a cui il muro di Hynd si presta egregiamente, mettendo l’osservatore di fronte a una rara intensità della materia racchiusa in pochi centimetri quadrati, dove la superficie non è che la somma affiorante di  sottostanti profondità.
Ci si sposta di un paio di metri appena e, nella saletta dedicata a Nito Contreras, lo sguardo è subito catturato da entità materiali, al contempo stranianti e familiari. A un bolide in alluminio, appoggiato a terra come una stele primitiva, si accompagna ora un disegno misteriosamente minimo, ora una serie di quadri scultorei dove la calda lucidità del rame si piega in angoli e rientranze, viene scandita da tagli e fori. Sono –per usare la definizione dell’artista– forme geometriche emergenti dalla planimetria della metropoli, estrusioni dalla cartografia ufficiale che Contreras percorre fisicamente a piedi ricreandola con imprevedibile individualità, attraversa nel suo andare cittadino seguendo le linee di un personalissimo piano regolatore, sulle orme degli psicogeografi che furono tra i fermenti più potenti dell’esaltante stagione situazionista. Luther Blissett ha dedicato pagine entuasiaste alla strategia di riappropriazione dello spazio cittadino che da anni Contreras conduce, e merita pure considerare come si stia riaffermando nella città un interesse nei confronti di ricerche in tale direzione (si pensi, ad esempio, all’importante esperienza del gruppo Stalker).

Quello che, ad ogni buon conto, si ritiene di dover rimarcare nell’opera di questo splendido isolato, è la sua autenticità fatta di poesia e anarchismo, dove la riflessione più slanciata sulle ali di Debord e Deleuze si materializza artisticamente in opere che hanno l’intensità dei più arcaici petrogrammi, affioranti come dettagli d’attenzione dal caos urbano che nella distratta quotidianità tutti attraversiamo. La Città, insomma, è fatta di come la riconosciamo andandovi, con l’arte a fare da maestra in questa inaspettata scuola di percezione.

luca arnaudo
mostra visitata il 24 novembre 2006


Jonathan Hynd / Nito Contreras – Europa Express
Roma, Casina Giustiniani – L.I.Art, Via David Lubin 4 (Flaminio)
dal 24 novembre al 9 dicembre 2006
da martedì a sabato ore 16-19,30. Chiuso domenica e lunedì
per informazioni tel. 06-63202673 / 06- 3202673 (fax)
info@liart.itwww.liart.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

A Modena Gate26A ospita le opere di Aleksandr Nuss dove la materia si erode e la luce rivela

Nei 19 metri quadrati dello spazio modenese Aleksandr Nuss propone un'indagine ontologica sulla percezione: l'immagine perde la sua funzione descrittiva…

26 Aprile 2026 21:59
  • Arte contemporanea

Yes We Fluxus! Party Chiari e Amicizie Fluxus. Giuseppe Chiari alla Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta

L'arte è facile, diceva Chiari. E la Galleria Susanna Orlando ne abbraccia la filosofia: cinquant'anni di attività celebrati con una…

26 Aprile 2026 21:26
  • Mercato

A Hong Kong, Christie’s mette all’asta la calligrafia

Calligrafia e pittura cinese protagoniste da Christie’s. In vendita opere rare di Wang Shouren, Tang Yin e il celebre Twin…

26 Aprile 2026 19:13
  • Cinema

«Fellini dirigeva immobile mentre tutto oscillava». Intervista al grande scenografo Dante Ferretti

83 anni, tre Oscar, cinque film con Fellini e nove con Scorsese: ai Musei di San Salvatore in Lauro, una…

26 Aprile 2026 14:00
  • Progetti e iniziative

Musei diffusi: l’arte alpina dell’Hotel Bellevue di Cogne

Fondato nel 1925, l'Hotel Bellevue di Cogne è una "casa" dove l'arte alpina non si guarda in teca, ma si…

26 Aprile 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #201, altre forme di identità culturali e pubbliche: Lorenzo Castore

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

26 Aprile 2026 9:30