Categorie: roma

fino all’1.IV.2007 | Valérie Belin | Roma, Brancolinigrimaldi

di - 20 Marzo 2007

La luce si infrange sui pori della pelle, avvolgendo i volumi del naso, delle labbra carnose, dei bulbi oculari. Isolati dal contesto reale -lo sfondo è annullato dal monocromo- i visi ieratici diventano erme. Per Valérie Belin (Boulogne-Billancourt 1964; vive a Parigi) questa alla galleria Brancolinigrimaldi è la prima mostra italiana, malgrado all’estero abbia esposto in musei importanti.
Le fotografie -stampate in grande formato- non seguono un ordine cronologico; anche la scelta tematica è apparentemente disorientante. Vetri associati a casseforti, volti femminili ad un motore sradicato dal suo habitat come un organo umano espiantato, specchi e pacchetti di patatine: una sintesi del lavoro che la fotografa francese va realizzando dal 1992. Le sue prime fotografie risalgono, in realtà, al 1985, ai tempi dell’Accademia di Belle Arti di Bourges, dove studia fotografia per frequentare, successivamente, il master in Filosofia dell’Arte alla Sorbona.
Il link c’è -eccome- tra tutte queste immagini, perché Belin parte dagli oggetti per arrivare ai corpi. “Gli oggetti sono per me una metafora del corpo umano”, spiega. “Non mi interessano solo per quello che sono, ma anche per ciò che rappresentano. Lo specchio, ad esempio, è legato a qualcosa di narcisistico: ma nei miei specchi manca la presenza umana, sottolineata proprio dalla sua assenza.” Anche la luce ha la sua pregnanza, riflessa e frammentata, diretta -talvolta perfino abbagliante- in queste immagini, belle ma attraversate da un filo di inquietudine: l’incertezza di qualcosa di non definito.
Step by step, il suo lavoro –che parte proprio dalle serie Vetri (1992) e Specchi Veneziani (1994)- si orienta sempre più verso il corpo umano. “Sono stata molto influenzata dal barocco, in particolare dal movimento e dalla frenesia delle sculture di Bernini.”.

Attratta dal concetto di metamorfosi, l’autrice insegue la materia che si trasforma nelle carcasse delle automobili incidentate con le lamiere contorte come corpi, come pure nei finestrini ridotti a ragnatele di vetro; nelle grinze della pelle di un volto, nella texture irregolare di un pacchetto di patatine, nelle vene plastiche di corpi eccessivi. Altre fonti di ispirazione sono il minimalismo americano, cui rende omaggio con le due Casseforti (2005), esposte nella prima sala della galleria -le uniche immagini dedicate a questo tema, “ricordano nella forma squadrata i corpi delle macchine fotografiche d’altri tempi”- e alla Pop Art, depurata da qualsivoglia carica dissacrante o provocatoria, in Chips (2004).
Fin qui l’artista usa esclusivamente il bianco e nero (immagini molto contrastate, prive di passaggi chiaroscurali), scattando con una vecchia macchina fotografica -non usa il digitale- che, grazie al grande formato dei negativi su lastra, le permette di soffermarsi sui dettagli con un effetto particolarmente realistico, quasi tridimensionale. Solo recentemente ha adottato anche la pellicola a colori, nella serie Black Women (2006). Una ricerca durata sette mesi nella metropolitana di Parigi. “Non sono modelle,”, spiega Valérie Belin- “ma ragazze ‘comuni’ truccate così come appaiono nelle fotografie, stessa acconciatura, stessi abiti, stesso trucco. ”.
La saturazione esasperata dei cromatismi, i colori quasi dissonanti -comunque piacevoli: il magenta, l’azzurro, il viola degli indumenti che sprizzano in contrasto al nero della pelle- rendono le immagini quasi virtuali, proprio come le foto delle modelle sulle pagine patinate delle riviste. “In questa fase il contrasto non è più il limite tra qualcosa di vitale e di inanimato, ma tra un corpo reale e uno virtuale, tra realtà e artificio.
Si passa dagli oggetti senza identità ai volti senza identità, quasi irreali. Progetti futuri? “Cesti di frutta”.

manuela de leonardis
mostra visitata l’8 marzo 2007


Valérie Belin
Roma, Brancolini Grimaldi Arte Contemporanea, Via dei Tre Orologi,6/A (Parioli) – ingresso libero – orario mar.-sab. 15-19 (chiuso dom. e lun.) o su appuntamento tel. 3494762422 – info tel. 0680693100 e-mail info@brancolinigrimaldi.comwww.brancolinigrimaldi.com


[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

Articoli recenti

  • Mostre

Ceroli, quando il legno prende vita: da Tornabuoni Arte una mostra antologica del Maestro

Fino al 29 maggio prossimo, Tornabuoni Arte ospita nella sede fiorentina la prima mostra antologica di Mario Ceroli, intitolata: “MARIO…

24 Marzo 2026 0:02
  • Mostre

Al Poldi Pezzoli di Milano l’opera simbolo del Grand Tour incontra la regia di Ferzan Ozpetek

Fino al 4 maggio 2026 la mostra Meraviglie del Grand Tour mette in dialogo i capolavori di Panini con la…

23 Marzo 2026 19:04
  • Arte contemporanea

Milano Art Week 2026: oltre 400 eventi tra istituzioni, spazi indipendenti e fiere

Milano Art Week fa dieci anni e torna, dal 13 al 19 aprile 2026, con oltre 400 eventi, tra mostre,…

23 Marzo 2026 18:42
  • Musei

Museo Arte Contemporanea Cavalese: le mostre del 2026, tra partecipazione e territorio

Il Museo d’Arte Contemporanea di Cavalese presenta il programma delle mostre e dei progetti del 2026, puntando sull'incontro tra territorio…

23 Marzo 2026 17:56
  • Attualità

Ibrahim Mahama è stato aggredito in Ghana: istituzioni e comunità artistica chiedono chiarezza

L’artista di fama internazionale è stato vittima di un attacco da parte della polizia ghanese. Le istituzioni culturali di Tamale…

23 Marzo 2026 15:04
  • Fiere e manifestazioni

The Collector.Chain Prize: Annalies Damen è la vincitrice del premio di Art Defender

In occasione di MIA Photo Fair BNP Paribas 2026, il riconoscimento conferma la stretta relazione di Art Defender con la…

23 Marzo 2026 13:15