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fino all’1.IX.2010 | Anselm Kiefer | Roma, Lorcan O’Neill

di - 30 Agosto 2010
Bill aveva coperto ogni tela con uno spesso plexiglas
che distanziava lo spettatore […] trasformando le opere in memoriali […]
sigillati da quella parete trasparente, l’immagine dell’uomo e i detriti della
sua esistenza diventavano irraggiungibili
”, scrive Siri Hustvedt in Quello che ho amato.

Sembra di leggere la descrizione dei quadri di Anselm
Kiefer

(Donaueschingen, 1945; vive a Barjac), uno dei più brillanti allievi di Joseph
Beuys
, nella cui
opera fungono da elementi guida il silenzio e la sospensione temporale della
realtà, congelata e sospesa nel quadro come dopo il termine di un avvenimento.
L’inesorabilità del destino segnata dallo scorrere impietoso del tempo è la
chiave di lettura con cui l’artista interpreta visivamente i personaggi e gli
avvenimenti storici che lo ispirano. I suoi riferimenti spaziano dalla ricerca
romantica delle radici culturali germaniche e scandinave fino al dogma
giudeo-cristiano, dai misteri dell’alchimia al fascino della cosmogonia e dell’astronomia.

Kiefer torna a Roma dopo la mostra Hortus Philosophorum
ospitata l’anno
scorso negli spazi della Galleria Gagosian e dopo l’inaugurazione del Maxxi,
che in collezione vanta l’opera Sternfall (1998).

Il titolo della sua seconda mostra personale
nella Capitale, Die Ordnung Der Engel, letteralmente traducibile come La disposizione dell’angelo, allude a un volere divino che
resta come una cicatrice nelle pieghe della storia.

In galleria si espongono nuovi quadri in cui sono
protagonisti alcuni tipi di piante raccolte nelle diverse fasi del ciclo
vitale, che creano atmosfere in cui l’unica presenza umana è evocata da quei
vestitini a cui l’artista ci ha abituato, nella sua volontà di segnalare che
appartengono a un corpo, e per esteso a un genere, la cui vita è costantemente
minacciata dal pericolo.

La presenza umana è sempre solo evocata nei quadri di
Kiefer, come anche nelle sue sculture. In mostra ve ne sono due: innanzitutto Danae, che non ha alcun riferimento
iconografico con l’amante di Zeus ma ne reinterpreta la fragilità e la
fecondità attraverso quel fiore nato dai libri che simboleggiano lo scorrere
dei secoli attraverso la cultura. L’altra scultura s’intitola Regina Coeli ed è collocata da sola nel
secondo spazio della galleria: una dea classica, un femminino sacro e pagano
che governa i cieli ma che rappresenta anche un riferimento, calzante anche se
casuale, al penitenziario omonimo che si trova nei pressi della galleria.

In mostra è stato presentato anche un interessante volume
edito dalla Lorcan O’Neill in cui sono raccolte alcune tra le più
rappresentative opere su carta del tedesco e una delle sue rare dichiarazioni
sul proprio lavoro.

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federica forti

mostra visitata il 19 luglio 2010


dal 14 maggio al primo settembre 2010

Anselm
Kiefer – Die Ordnung der Engel

Galleria Lorcan O’Neill

Via Orti
d’Alibert, 1e – 00165 Roma

Orario: da
lunedì a venerdì ore 12-20 e sabato ore 14-20

Ingresso
libero

Info: tel. +39
0668892980;
mail@lorcanoneill.com; www.lorcanoneill.com

[exibart]

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