Categorie: roma

fino all’11.III.2007 | Willem de Kooning | Roma, Museo Carlo Bilotti

di - 16 Novembre 2006

L’amatore già avvezzo ai rudi strapazzamenti dell’espressionista astratto potrà forse restare deluso, a tutta prima, di fronte a questo allentarsi dei segni,”, avverte Maurizio Calvesi. “Come fosse un indizio di sopravvenuta debolezza.” Segue un’esplicita esortazione a lasciarsi andare al respiro pacato -pervaso di autentica felicità- delle grandi tele esposte al Museo Bilotti, in occasione della mostra Willem de Kooning. Late Paintings. L’artista le dipinse tra il 1981 e il 1988, prima di mettere definitivamente da parte i pennelli.
Olandese di Rotterdam, Willem de Kooning (1904-1997), emigrato clandestinamente negli States nel 1926 (la cittadinanza americana la ebbe solo nel 1962), é stato uno dei protagonisti dell’espressionismo astratto americano. Una pittura, la sua, connotata da una matrice inquieta e aggressiva, influenzata anche dalla sua formazione nordeuropea. Al contrario, questi ultimi lavori, realizzati nello studio newyorkese, sono la testimonianza di una serenità interiore finalmente maturata. Un traguardo per un’indole profondamente conflittuale che ebbe, durante la lunga esistenza, anche seri problemi di alcolismo.
La caratteristica di queste opere “senza titolo” é la luminosità. Sedici grandi spazi color della neve illuminati da linee curve vibranti di tonalità cromatiche che si abbracciano, danzando al suono di una musica melodica. Dichiarata fonte di ispirazione del momento, soprattutto Matisse e la luce intensa di Long Island.
Al termine della sua lunga parabola il grande adirato ha voluto riconciliarsi, più che con il mondo, con la natura”, scrive ancora Calvesi in catalogo. “La poesia è natura: sì, anche l’ascoltare piante che fremono nel vento, osservare alghe sciogliersi nell’acqua, accarezzare una donna, ed esaltare queste sensazioni nel colore.

A rafforzare la contestualizzazione romana della mostra (presentata per la prima volta in Italia, dopo l’Hermitage di San Pietroburgo) è il nucleo di dodici immagini fotografiche che raccontano il legame tra de Kooning e la città. Una tappa significativa per l’artista cinquantacinquenne (già piuttosto noto in Italia per aver partecipato alla Biennale di Venezia nel 1950, insieme a Pollock e Gorky) che a Roma soggiornò stabilmente tra il 1959 e il 1960, per tornandovi anche nel 1969.
Nelle foto -provenenti dall’archivio della Galleria La Tartaruga- appaiono anche i suoi amici, gli artisti Afro (con cui divise lo studio di via Margutta), Alberto Burri, Plinio De Martiis, Cy Twombly, il collezionista Giorgio Franchetti. Alcune immagini lo ritraggono anche durante una gita al Parco dei Mostri di Bomarzo, in un’altra è invece al poligono di tiro. Non solo disquisizioni sull’arte, quindi. Il clima era frizzante a piazza del Popolo e dintorni.

articoli correlati
Le anticipazioni sulla programmazione futura del museo

manuela de leonardis
mostra visitata il 4 novembre 2006


Willem de Kooning. Late Paintings
a cura di Julie Sylvester
Roma, Museo Carlo Bilotti
Aranciera di Villa Borghese
viale Fiorello La Guardia
mart.-dom. 9-19 (chiuso lun.)
biglietto intero € 6 – ridotto € 4
per informazioni tel. 0682059127
www.museocarlobilotti.it
catalogo Electa (italiano/inglese) a cura di Gianni Mercurio e Julie Sylvester


[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

Visualizza commenti

  • complimenti, articolo scritto molto bene, in modo chiaro e senza uso eccessivo di citazioni. invoglia alla visita della mostra.

  • presentazione scolastica e superficiale di una mostra molto importante. sembra un temino da scolaretta

Articoli recenti

  • Mostre

Padiglione Tanzania: i progetti speciali di Sasha Vinci e Ciro Palumbo a Venezia

Il Padiglione Nazionale della Repubblica Unita di Tanzania espande la sua presenza alla Biennale Arte 2026 con due eventi speciali…

13 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Il sogno egizio di Massimiliano d’Asburgo: una grande mostra al Castello di Miramare

Oltre cento reperti della collezione egizia di Massimiliano d’Asburgo tornano a Trieste dopo 143 anni: alle Scuderie di Miramare una…

13 Giugno 2026 17:00
  • Mostre

Ad Assisi Michelangelo Pistoletto dedica una mostra a Papa Francesco

Ad Assisi, Michelangelo Pistoletto proclama simbolicamente Papa Francesco "Primo Santo dell’Arte": negli spazi della Rocca Maggiore, una mostra che attraversa…

13 Giugno 2026 16:30
  • Arte contemporanea

Il femminile come atto politico: due nuovi progetti al MACRO di Roma

La retrospettiva dedicata a Miriam Cahn e la collettiva con le vincitrici del Premio Paul Thorel inaugurano la stagione estiva…

13 Giugno 2026 16:05
  • Fotografia

Al Festival Cortona On The Move vediamo l’Italia da infinite prospettive diverse

Il festival Cortona On The Move ci racconta l’Italia attraverso la lente di molti sguardi: un album di più di…

13 Giugno 2026 13:30
  • Arte contemporanea

Numero Cromatico vince il Visions Prize 2026 con un progetto tra arte e neuroscienze

Il collettivo Numero Cromatico si aggiudica il Visions Prize 2026, menzione speciale ad Andrea Bolognino e presentazione a Napoli, durante…

13 Giugno 2026 12:30