Categorie: roma

fino all’11.X.2008 | Domenico Giglio | Roma, Hybrida

di - 29 Settembre 2008
Domenico Giglio (Caserta, 1952), artista e organizzatore di eventi culturali, offre al pubblico il suo Giudizio Universale 9999. Passo dopo passo, opera dopo opera, viene presentata una summa della sua carriera artistica, da sempre ancorata al reale. Sebbene sia stata definita concettuale, l’arte di Giglio, già a partire da oltre vent’anni fa, quando ebbe inizio, ha sempre mostrato un attaccamento doveroso, quasi morboso nei confronti di tematiche concrete, legate al sociale, alla politica, alla cultura.
Ancora oggi parte dal passato per ripercorrere, con un nuovo passo più deciso e consapevole, il presente con cui si trova a interagire. Certo è che la sua comprensione della realtà, unico soggetto delle opere che realizza, non può prescindere dai principali movimenti artistici nati durante il secolo scorso (come la smaterializzazione e la decostruzione in voga negli anni ’70, o il surrealismo). Eppure può superarli, con una continua, inesausta volontà di rinnovamento. Lo dimostrano le Impronte e “le tele sotto plexiglas” realizzate a partire dagli anni ’90 che, impossibile negarlo, vogliono riportare l’attenzione verso ciò che giorno dopo giorno accade nel mondo. Gli oggetti di uso comune (si veda Ananas al caffè, 1999) vengono legati indissolubilmente alle tele per assumere su di sé nuove caratteristiche. In altre parole, quello che davvero conta è la problematicità del presente, il conflitto che, volenti o nolenti, il nostro stesso essere al mondo provoca in modo ineluttabile.

Ma questa mostra offre ancora di più: quando si distoglie lo sguardo dalle pareti affollate dalle tele, ecco che arrivano le Scatole, la cui serie possiede una forza emotiva non indifferente. Forse sarà per colpa di quel suo passato così difficile da perdonare, forse sarà per la sua spiccata attitudine al ragionamento e alla dialettica, ma l’arte di Giglio afferra gli occhi e arriva a colpire nel segno. Si veda la scatola intitolata Io venni da Capodimonte (2005), in cui i frammenti di tela del Cinquecento, uniti alle cartoline datate 1980 e alle polaroid, creano un insieme di grande suggestione: i materiali, così eterogenei e per loro stessa natura immobili, imprigionati nel legno chiaro, sembrano in realtà liberi di fluttuare alla ricerca di nuovi significati, più veri e credibili.

Inutile negare che la figura di Giglio non sia per forza di cose scomoda, troppo complessa per essere immediatamente riconoscibile. Ma si avverte sempre la necessità di un confronto, anche quando i mondi che si trovano a dialogare sembrano inconciliabili. L’arte è il linguaggio privilegiato che serve a Giglio per vivere ed esprimersi, ma non solo. L’arte è necessaria per spingere il pubblico a sforzarsi di riflettere ancora. Ed è fondamentale, affinché lui stesso, in prima persona, come uomo e come artista, possa riuscire a non smettere di interrogarsi.

articoli correlati
Giglio curatore

marzia apice
mostra visitata il 24 settembre 2008


dal 18 settembre all’undici ottobre 2008
Domenico Giglio – Giudizio universale 9999
a cura di Giorgia Calò
Hybrida Contemporanea
Via Reggio Emilia, 32 (MacroZona) – 00198 Roma
Orario: da martedì a sabato ore 10-13 e 16-20
Ingresso libero
Info: tel./fax +39 0699706573; info@hybridacontemporanea.it; www.hybridacontemporanea.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Musei

Centre Pompidou: ridotti gli spazi al Grand Palais per vincoli finanziari

Durante la chiusura di Beaubourg, il Centre Pompidou rivede il suo accordo con il Grand Palais, rinunciando a una parte…

17 Gennaio 2026 12:30
  • Musei

Il Prado dice stop alla corsa ai visitatori, per un museo più responsabile

Il direttore del Museo del Prado Miguel Falomir sceglie un modello alternativo ai grandi numeri: meglio 3,5 milioni di visitatori…

17 Gennaio 2026 11:30
  • Arte contemporanea

L’opera d’arte è indipendente da noi: intervista a Paolo Canevari

A margine della mostra alla Pinacoteca Comunale di Città di Castello, abbiamo raggiunto Paolo Canevari per farci raccontare la sua…

17 Gennaio 2026 10:30
  • Arti performative

L’arte di Balla diventa una performance, nell’opera di MP5 con Alessandro Sciarroni

Al Teatro al Parco di Solares Fondazione delle Arti, a Parma, va in scena “Movimento / Immagine”, performance live di…

17 Gennaio 2026 9:30
  • Arte contemporanea

Stare insieme, fare insieme. Nuêter come opera pubblica

Promosso dai Comuni di Albinea, Canossa e Quattro Castella con il contributo della Regione Emilia-Romagna, Sconfinamenti è un progetto biennale…

17 Gennaio 2026 0:02
  • Mostre

Le polaroid di Luigi Ghirri in mostra per la prima volta al Pecci di Prato

Fino al 10 maggio 2026, il Centro Pecci di Prato ospita una selezione di polaroid realizzate da Luigi Ghirri tra…

16 Gennaio 2026 19:25