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fino all’11.XII.2010 | Ma Liang | Roma, Galleria Co2

di - 4 Novembre 2010
La messinscena è il fil rouge anche di questa
seconda personale romana di Ma Liang
detto Maleonn (Shanghai, 1972). Luci
soffuse, quindi, e riflettori che illuminano i cinque diversi sipari di The Unexpected World, partendo dalla serie Portrait of Mephisto (2006), presentata in anteprima alla
fiera romana The Road to Contemporary Art Fair 2010, in cui l’artista recupera
la tecnica old style della stampa fotografica acquerellata a mano.

Luogo di confine tra realtà e
fantasia, non c’è opera che non sia attraversata da “un’espressività sempre in fermento, che
regala visioni inverosimili e, per l’appunto, inaspettate
”, come
afferma la curatrice Silvia Cirelli. “Una
realtà atipica piena di curiosi personaggi e stravaganti ambientazioni che,
forse, come molto spesso sottolinea Ma Liang, non si riescono più a vedere,
perché ormai si è persa per strada la voglia di sognare e di reinventarsi
”.

Artifex di rinascimentale
memoria, l’artista cinese si avvale della tecnica scenografica per costruire
artigianalmente le pagine del suo racconto, che ferma attraverso la fotografia.
Questa sua modalità è esemplificata dal progetto presentato contemporaneamente
per l’ottava Biennale di Shanghai, in cui trasferisce il suo studio al 696 di Weihai Lu
– dove costruisce anche curiosi marchingegni e piccole installazioni –
all’interno del museo.


Una ricerca artistica vissuta con lo spirito
dell’avventura, sempre aperta a possibili contaminazioni, come quelle
pittoriche con il linguaggio esoterico di Hieronymus Bosch o la
freschezza di una contestualizzazione naturale di Sandro Botticelli. L’interpretazione iconografica e concettuale è
in chiave contemporanea, naturalmente, ma è chiara la citazione dell’antico,
sia nel dittico in bianco e nero
Leaves of Grass (2007-08),
sia nello straordinario polittico a colori Journey
to the West
(2008), una delle rare opere in cui l’artista si ritrae
direttamente, e non solo attraverso il calco del volto (come in Second-hand Tang Poem n. 3, 2007). Anche
in questa sua auto rappresentazione, all’interno della raffigurazione c’è memoria
dei canoni della ritrattistica rinascimentale, in cui il pittore prende parte
alla scena.

Alla tradizione culturale cinese rimanda,
invece, l’omaggio a Li
Shangyin (IX secolo d.C.), a cui si sono ispirati
anche i Pink Floyd per il brano Set the
Controls for the Heart of the Sun
(1968). I versi del poeta di epoca Tang
riflettono una certa vena di “romanticismo pessimistico”, che
appartengono al carattere di Ma Liang.


Quanto all’utilizzo del bianco e nero, oltre che della
fotografia a colori, è lo stesso artista a darne spiegazione: normalmente
ricorre alla seconda per mettere a fuoco soggetti del quotidiano, in Cina, che
parlano di confusione e felicità. “Alcune
volte sento che questo tempo, proprio come la fotografia digitale, sia come il
fast-food, un po’ leggero, ma vivace
”. Diversamente, la pellicola in bianco
e nero implica una profondità concettuale: “Ecco
perché la scelgo per parlare di alcuni soggetti che ritengo seri, come quello
della scomparsa della nostra cultura, come pure alcune mie riflessioni
personali sul concetto filosofico
”.

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La
prima personale da Co2

manuela de leonardis

mostra
visitata il 25 ottobre 2010


dal 23 ottobre all’undici dicembre 2010

Ma Liang – The unexpected world

a cura di Silvia
Cirelli

Co2 Contemporary Art

Via Piave, 66 (zona Macro) – 00187
Roma

Orario: da lunedì a venerdì ore 11-19; sabato ore 16-19

Ingresso libero

Info: tel. +39 0645471209; fax +39 0645473415; info@co2gallery.com; www.co2gallery.com

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

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