Categorie: roma

fino all’8.III.2008 | Antonello Bulgini | Roma, Hybrida

di - 6 Marzo 2008
Solo fermandosi per qualche prolungato secondo si riesce a dare delle coordinate agli oggetti e alle immagini che si estendono su tutto lo spazio, dalle pareti al soffitto e al pavimento. Solo dopo aver riunito gli indizi si riesce a contestualizzare il tutto. Ed è proprio questo ciò che vuole Antonello Bulgini (Taranto, 1960; vive a Roma): che lo spettatore si fermi, che dall’iniziale spiazzamento trovi un senso. Così, il visitatore riesce a capire perché quelle lampade, anziché pendere dal soffitto, si stendono a metà altezza, parallele al pavimento; a spiegarsi perché il cane è accoccolato su un tappeto steso sulla parete di fondo e non sul pavimento; e perché, invece, sul pavimento ci sono alcuni quadri.
Improvvisamente si ha la sensazione di essere sospesi nel vuoto, rinchiusi in quella stanza che invertiva l’ordine delle cose e delle leggi di gravità, in cui si camminava sul soffitto. Tutto lo spazio, trasformato in un intimo interno domestico, è realizzato con una visuale dall’alto, come se lo spettatore, attraverso un buco nel soffitto, riuscisse a vedere all’interno dell’appartamento sottostante, o come se, semplicemente, riuscisse a vedere le cose librandosi nell’aria.
È un interno immobile, silenzioso, quasi desolato. Due spoglie lampadine, attaccate a un nudo filo nero, i cui fasci disegnano cerchi luminosi sulle pareti, a fatica illuminano la stanza. Il cane, unico essere vivente presente, è addormentato davanti a un televisore che, ormai, non trasmette più alcuna immagine, ma emana quell’azzurrognolo tipico della fine delle trasmissioni. Intorno, sulle pareti-pavimento di questa silenziosa stanza, dei quadri. Che sembrano essere stati prelevati dallo spazio contiguo. Dove, ritornati con i piedi per terra, si è di fronte a quella che l’artista ha definito “quadreria”, con un’attuale rappresentazione di un rivisitato bestiario.
Nel Medioevo erano diffusissimi questi trattati, manuali che hanno avuto una discreta circolazione, utilizzati per descrivere, generalmente con motivi allegorici, le diverse specie di animali. Rappresentazioni accompagnate anche da una breve esposizione “scientifica” delle loro qualità e dei loro comportamenti (largamente usata anche dai pittori, al momento della realizzazione degli affreschi). “Da una fase in cui mi preoccupavo di trovare la giusta rappresentazione di un’idea”, racconta l’artista, “sono passato in una fase in cui sono maggiormente interessato alla pratica del fare pittura”. E la sperimentazione pittorica si mescola con la sperimentazione di diversi supporti, dalla tela alla lucida lastra di alluminio, le cui caratteristiche luministiche e riflettenti diventano parte integrante della rappresentazione.

Pertanto, i soggetti dei suoi quadri sono tra i più diversi. In questo bestiario ci sono, infatti, ritratti, autoritratti, immagini ripescate dalla produzione artistica passata o dal personale vissuto. Dove ricordi, fantasie, paure si fondono e si confondono con immagini del presente e del quotidiano.

daniela trincia
mostra visitata il 22 febbraio 2008


dall’otto febbraio all’otto marzo 2008
Antonello Bulgini – Bestiarium Mundi
Hybrida Contemporanea
Via Reggio Emilia, 32 (zona Macro) – 00198 Roma
Orario: da martedì a sabato ore 16-20; mattina su appuntamento
Ingresso libero
Info: tel. +39 0699706573; fax +39 0699706573; info@hybridacontemporanea.it; www.hybridacontemporanea.it

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