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Fino all’8.IX.2013 | Vittorio Messina, Percorsi tra mura sensibili | Roma, Museo delle mura, Porta S. Sebastiano

di - 13 Giugno 2013
Vittorio Messina ha allestito, in due torrioni del Museo delle Mura e nello spazio che li congiunge, tre importanti installazioni che in modi diversi richiamano problematiche legate a tutta l’architettura, non solo alla definizione dello spazio e alle sue componenti linguistiche. La povertà dei componenti provenienti dall'”edilizia di consumo”, come l’artista stesso dichiara sui suoi materiali, con studiati riferimenti ai modi e agli abusi impiegati nelle costruzioni, rimanda a una volontà di scandaglio del costruire. Attraverso le tre opere di Vittorio Messina siamo costretti a confrontarci con la realtà e la solidità di ingombri affatto metaforici, anzi estremamente concreti, ci troviamo infatti di fronte a una struttura in legno e ferro che rifà lo schema di un ambiente, a pilastri che rendono sensibili i possibili percorsi di uno spazio e a uno sbarramento effettuato in modo estremamente fisico mediante una parete di tegole. Le opere dunque si rivolgono alla dimensione linguistica, a quella simbolica e alla dimensione tecnica del costruire.

Giunti al secondo piano dell’edificio, cui si accede attraverso una scalinata che non agevola la percezione della successione dei livelli e degli ambienti, ci si trova improvvisamente di fronte a una serie di spazi interni inaspettati per forma e per ampiezza. Il progetto espositivo li collega con una riformulazione totale delle percezioni dello spettatore, che vive una situazione di disorientamento spaziale molto forte, essendo stata stravolta l’identità dell’edificio e i suoi percorsi. In questo modo si riprende il dialogo di grande forza tra i diversi ambienti, anche perché la destinazione funzionale di questi spazi non è facilmente comprensibile, rimandando a stili di vita del tutto differenti dai nostri. Le città, infatti, si costruiscono attraverso esiti progressivi e dinamici di interessi estetici e materiali; questi forgiano gli edifici e i connessi e sottintesi significati del costruire. In conseguenza di ciò Vittorio Messina individua una zona di intervento che riguarda sia la strutturazione linguistica, sia la tettonica, come sovrapposizione di elementi, sia la storia dell’architettura e le pre-esistenze accumulate in questo luogo, senza ovviamente dimenticare l’estetica. Lo spazio fisico e simbolico della Porta viene interpretato da Messina attraverso un ripensamento del concetto di luogo, inteso non più come monumento, ma come affermazione e definizione di uno spazio.
Nelle più recenti realizzazioni dell’arte contemporanea, attraverso i video o le installazioni, assistiamo alla proposta di opere che vogliono alleggerire la parte fisica, concreta, dell’opera. La proposta di Vittorio Messina, al contrario, insiste con successo in una ricerca di grande respiro materiale e temporale, infatti Percorsi d’Occidente riprende lo spirito di una famosa installazione realizzata al museo di Leeds nel 1993, intitolata, appunto, Confini d’Occidente.
Paolo Aita
dal 4 giugno all’8 settembre 2013
Vittorio Messina, Percorsi d’occidente
a cura di Ludovico Pratesi
Museo delle Mura, via di Porta S.Sebastiano, 3 Roma
Orari: dalle 9.00 alle 14.00 Chiuso il lunedì

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