In un inventario del 1829 risulta che non conteneva nulla di notevole: probabilmente era lo stesso fabbricato rustico che un altro documento, quasi due secoli – e molti proprietari – prima, descriveva come un (…) casino staccato con stalla di sotto et una torretta coperta per porre fieno et altro.
Non può vantare una nobiltà antica, Giovanni Torlonia, ma ha un patrimonio ingente e l’aspirazione a quella magnificenza – che non è mai ostentazione – che è caratteristica naturale, quasi trasmessa nella pietra nel corso dei secoli, delle residenze delle grandi famiglie romane. Dal 1797 è proprietario della ‘vigna rustica’ sulla Via Nomentana e ne affida la sistemazione al Valadier, ma sarà il suo erede Alessandro a tracciarne il nuovo assetto, combinando false rovine e stile moresco, alludendo all’antichità e all’oriente, mescolando illusione del fasto e nobile semplicità: in cerca di grandezza, il risultato sarà grandioso. Ed è tra quei progetti anche il rifacimento del Casino dei Principi.
Se ne occuperà Giovan Battista Caretti, curando la sistemazione architettonica e la decorazione dello spazio interno.
Lavora su un edificio che è pressappoco un parallelepipedo lungo e stretto, un dislivello rende il piano terra accessibile solo dai lati lunghi; la soluzione saranno le facciate semplici, scandite da una balconata e dalle scene dipinte a monocromo: Polidoro da Caravaggio – una citazione quasi doverosa – , la quieta grandezza delle superfici chiare e l’idea di un altro ingresso, sul fronte meno esteso, che permette di accedere direttamente al piano nobile.
I pochi gradini, il pronao sembrano un richiamo in scala ridotta al prospetto principale del Palazzo, che si trova di fronte: sembrerebbe quasi una lezione esemplare di applicazione e variazione da Palladio.
Delle pitture nelle stanze del Casino non sopravvive molto: l’umidità, gli interventi di mantenimento che invece si sono rivelati dannosi, le scialbature che hanno coperto ma non preservato, ma soprattutto decenni di incuria e l’oblio (tra il 1947 e il 1978, quando il comune di Roma ha acquisito la Villa) hanno condannato brani di pittura eseguiti a fresco e finiture a secco; le operazioni di restauro appena concluse hanno permesso comunque di recuperare alcune testimonianze della decorazione originale e della pavimentazione a mosaico.
Dal 2 marzo il Casino dei Principi è diventato un museo, aperto al pubblico: sono visibili marmi antichi della Collezione Torlonia, copie, parte dei rilievi realizzati in stile rinascimentale per una cappella andata distrutta…
maria cristina bastante
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