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Museo del Casino dei Principi di Villa Torlonia aperto al pubblico

di - 11 Marzo 2002

In un inventario del 1829 risulta che non conteneva nulla di notevole: probabilmente era lo stesso fabbricato rustico che un altro documento, quasi due secoli – e molti proprietari – prima, descriveva come un (…) casino staccato con stalla di sotto et una torretta coperta per porre fieno et altro. Sarebbe diventato il Casino dei Principi, una piccola residenza immersa nel parco, poco distante dal Palazzo che Giuseppe Valadier aveva ristrutturato e ampliato, unito a questo con una sorta di galleria sotterranea; un edificio dal prospetto semplice, plasmato con un gusto che fa della citazione un rifugio, che utilizza come un repertorio pronao classico, sfingi alate e fregi dipinti a chiaroscuro, con un dominio sempre consapevole di quell’alfabeto colto, che evoca un’epoca lontana di ville suburbane e di luoghi di delizie.
Non può vantare una nobiltà antica, Giovanni Torlonia, ma ha un patrimonio ingente e l’aspirazione a quella magnificenza – che non è mai ostentazione – che è caratteristica naturale, quasi trasmessa nella pietra nel corso dei secoli, delle residenze delle grandi famiglie romane. Dal 1797 è proprietario della ‘vigna rustica’ sulla Via Nomentana e ne affida la sistemazione al Valadier, ma sarà il suo erede Alessandro a tracciarne il nuovo assetto, combinando false rovine e stile moresco, alludendo all’antichità e all’oriente, mescolando illusione del fasto e nobile semplicità: in cerca di grandezza, il risultato sarà grandioso. Ed è tra quei progetti anche il rifacimento del Casino dei Principi.
Se ne occuperà Giovan Battista Caretti, curando la sistemazione architettonica e la decorazione dello spazio interno.
Lavora su un edificio che è pressappoco un parallelepipedo lungo e stretto, un dislivello rende il piano terra accessibile solo dai lati lunghi; la soluzione saranno le facciate semplici, scandite da una balconata e dalle scene dipinte a monocromo: Polidoro da Caravaggio – una citazione quasi doverosa – , la quieta grandezza delle superfici chiare e l’idea di un altro ingresso, sul fronte meno esteso, che permette di accedere direttamente al piano nobile.
I pochi gradini, il pronao sembrano un richiamo in scala ridotta al prospetto principale del Palazzo, che si trova di fronte: sembrerebbe quasi una lezione esemplare di applicazione e variazione da Palladio.
Delle pitture nelle stanze del Casino non sopravvive molto: l’umidità, gli interventi di mantenimento che invece si sono rivelati dannosi, le scialbature che hanno coperto ma non preservato, ma soprattutto decenni di incuria e l’oblio (tra il 1947 e il 1978, quando il comune di Roma ha acquisito la Villa) hanno condannato brani di pittura eseguiti a fresco e finiture a secco; le operazioni di restauro appena concluse hanno permesso comunque di recuperare alcune testimonianze della decorazione originale e della pavimentazione a mosaico.
Dal 2 marzo il Casino dei Principi è diventato un museo, aperto al pubblico: sono visibili marmi antichi della Collezione Torlonia, copie, parte dei rilievi realizzati in stile rinascimentale per una cappella andata distrutta… un piccolo itinerario che va dalle prospettive del Golfo di Napoli dipinte nella Sala da Pranzo ad uno dei tre rilievi in gesso di Antonio Canova: quello con la Danza dei Feaci, quasi un’elegia, chiusa nel movimento circolare di un panneggio.

maria cristina bastante


Museo del Casino dei Principi di Villa Torlonia
Via Nomentana 70, mar_ven 9-15.45 ogni mezz’ora visita accompagnati dal custode, alle 10-11.30-15.45 (orari fissi) visita didattica gratuita solo su prenotazione. Sab_dom visita guidata anche alle 14.30.
Ingresso intero 2,58 euro, ridotto 1,55
Prenotazioni e informazioni sulle visite guidate: call center Zetema 0644250419 – 0644260638 lun_ven 9-16.30 sab 9-13
Catalogo edizioni De Luca


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