L’obiettivo del Man Ray di focalizzare le ultime tendenze della sperimentazione artistica isolana, attraverso la quarta edizione di Stanze 2002, sembra essere riuscito appieno. All’organizzazione della rassegna si deve, inoltre, il merito di aver dato l’opportunità di emergere ad alcuni promettenti giovani, nonostante si affermi erroneamente che l’ambito regionale ne sia privo, iniziando da uno dei protagonisti del secondo appuntamento, Silvia Argiolas. Con Ex ex voto la giovanissima artista ha creato un ambiente sacro, estrapolando il concetto religioso del Genius Loci, che ha espresso tra sacro e profano, tendenza fortemente radicata nella cultura isolana e che talvolta assume aspetti fortemente kitsch. Immersa in un’atmosfera particolarmente inquietante, un’ottocentesca madonnina completamente ricoperta di calce bianca s’innalza attraverso un piedistallo adagiato su una pioggia di fiammelle di carta che
Finestra sul passato di Marco Pili ha introdotto il terzo appuntamento. L’artista, servendosi di materiali naturali quali la terra cruda, i tessuti, il legno e la sabbia, rievoca un ritorno alle radici della natura umana. Su due pannelli neri, ricoperti di tessuti differenti, applica combinazioni geometriche che riprendono le dinamiche composizioni del Vorticismo inglese e che dovrebbero ricostruire l’immagine remota degli appezzamenti terrieri che l’artista intravedeva dalle finestre della sua abitazione d’infanzia.
Un altro giovane artista che si è distinto particolarmente per impatto emotivo nonché per abilità esecusiva è Giuliano Sale. Entrare nella sala dove su un fondale nero si stagliano inquietanti figure monumentali è stato quasi come entrare in contatto reale con gli spiriti che albergano le stanze. Gli individui
roberta vanali
Nel quarto appuntamento in corso Caterina Lai fa pendere i suoi “licucos” nero-argento dalle candide volte della galleria. Grappoli in sospensione realizzati con l’antica tecnica del bucchero: alcuni incisi, altri lisci e lucenti. Trottole cuneiformi dalle diverse dimensioni belle al tatto e satinate alla vista. Nella sala lunga, l’artista dorgalese, allestisce il suo “genius loci” denominato Apisilicus.
Da Nuoro proviene l’altro protagonista di questo appuntamento con le Stanze del Man Ray, Gaspare Guccini. Con Così è la vita, Guccini mette su strada ferrata un piccolo trenino giocattolo, in realtà del treno c’è solo l’idea, visto che a percorrere le rotaie in miniatura sono dei parallelepipedi di cartone giallo, destinati ad una corsa circolare sempre uguale a se stessa. Osservatore di questo moto perpetuo un angioletto disegnato realizzato con segno infantile su un foglio di carta; chissà se il riferimento è alla ciclicità della vita o ai corsi e ricorsi della storia.
La rassegna Stanze 2002 si avvia alla conclusione con il quinto ed ultimo appuntamento che si terrà dal 30 novembre al 10 dicembre e che vedrà il confronto tra Gino Frogheri e Marina Madeddu.
andrea delle case
articoli correlati
Stanze 2002
Cosa resta di una performance? A porre la domanda, e a darne la risposta, è la stessa direttrice Elsa Barbieri,…
Alla Fondazione Sassi di Matera, una mostra mette in dialogo Salvador Dalí e Alessandro Valeri: due Visioni del Mediterraneo, tra…
Durante la settimana inaugurale della Biennale di Venezia, la camera dell'Hotel Metropole dove Freud scrisse L'interpretazione dei sogni ospiterà una…
Con un progetto pop up di dieci giorni, Spazio Morgagni porta Man Ray in un caratteristico barbiere milanese degli anni…
A cosa pensiamo quando parliamo di “smart agriculture”? L’indagine dell’artista cinese esplora i cambiamenti in atto nel rapporto tra lavoro…
Il Turner Prize 2026 annuncia i quattro finalisti: Simeon Barclay, Kira Freije, Marguerite Humeau e Tanoa Sasraku. La mostra al…