Un bravo fotografo, dodici mesi dell’anno e altrettanti artisti sardi, tutti alle prese con il fascino maschile di un piccolo centro della Barbagia. Questi elementi insieme, costituiscono il calendario 2002 intitolato I maschi di Lodine, ideato dal fotografo Salvatore Ligios.
Originalissima iniziativa, ha visto la partecipazione di alcuni artisti noti, impegnati a creare immagini che hanno come interpreti modelli non professionisti, ai quali viene chiesto un unico requisito: l’appartenenza al più sconosciuto comune barbaricino. Lodine appunto.
Ecco allora che tra castinge ricerca di location adatte tutto il paese – appena quattrocento anime – si mobilita per la realizzazione delle dodici situazioni che Ligios, con il suo “occhio meccanico”, ha provveduto ad immortalare.
La rappresentanza maschile del paese è stata al gioco, e si è esibita con ironia e un pizzico di narcisismo: vere “primedonne” si sono mostrati interpretando il ruolo assegnatogli. Litigano, lavorano, si propongono seminudi in un improbabile bordello, oppure elegantissimi, in abito di velluto e gambali di cuoio, si pavoneggiano per le vie del paese; giovani e meno giovani, tutti presenti e disposti, se necessario, a rivelarsi completamente, o quasi, in campagna, così come mamma li ha fatti, con strategico fascio d’erba a nascondere le pudende.
«Un omaggio alle donne», si apprestano a dichiarare i novelli rappresentanti del sesso forte isolano, orgogliosi della loro performance, che contrasta, è vero, con le immagini di modelle patinate confezionate a colpi di PhotoShop, ma qui tra queste montagne, si sa, è tutto vero, e loro si sono proprio divertiti.
Contributo fondamentale alla realizzazione del calendario va agli sceneggiatori-artisti, Maria Lai, Aldo Contini, Greta Frau, Josephine Sassu, Leonardo Boscani, Pietro Siotto, Giovanni Congiu, Rosanna Rossi, e gli stilisti Antonio Marras e Paolo Modolo, che hanno lavorato insieme a Ligios alla realizzazione del calendario.
In questi giorni il risultato di quell’operazione è esposto nelle sale del Palatu ‘e sas Iscolas di Villanova Monteleone. Nel palazzetto in stile neoromanico, che riapre dopo la chiusura invernale, sono presenti, oltre ai dodici scatti definitivi in bianco e nero ai sali d’argento, anche le inedite immagini del backstage.
andrea delle case
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