Le opere di Daniele Pinna (Cagliari, 1969) rientrano nella categoria dell’arte intesa come manualità, paziente lavoro artigiano, abilità nel fare e nel creare.
Si è accostato alla scultura per caso, da autodidatta, quando qualche anno fa provò a scolpire nel legno una riproduzione della statua della Vergine Addolorata che sin da bambino aveva visto passare in processione per le vie della sua città durante la settimana santa. Desiderava una copia in miniatura da tenere per se. Da quel momento la passione per la produzione dei simulacri si è trasformata in una vivace esuberanza creativa che lo ha visto realizzare, nell’arco di due soli anni, una collezione che conta oggi 40 opere.
Il suo è un lavoro dove la sperimentazione diventa la via per superare l’inesperienza. Nel percorso della mostra si valuta il progresso artistico dell’autore che nel tempo ha affinato la propria tecnica sia nelle rese anatomiche, che diventano più proporzionate,
Con attenzione ai particolari più minuti e scrupoloso studio dell’iconografia, ha realizzato integralmente ciascuna opera, superando l’atto puramente scultorio. Ha dato espressione ai santi dipingendo visi e corpi, ricamando le vesti e riproducendo a mano persino i gioielli e gli ornamenti che accompagnano ciascuna scultura.
Ha scolpito su legni di abete, pino e faggio, in dimensioni che non superano i 30 centimetri, le statue dei santi venerati nelle chiese della sua città: Fra Nicola, Sant’Ignazio, Sant’Elia, San Saturnino, Sant’Agostino, Sant’Efisio, La Madonna di Bonaria, San Michele, La Madonna del Rosario e La Vergine Addolorata.
Colpisce l’attenzione la cura ed il rispetto filologico con cui Daniele Pinna traduce in forma plastica la propria devozione. Sorprende lo spettatore la drammaticità dei crocefissi, il realismo “barocco” dell’incantevole San Pietro penitente, la penetrante realtà dello sguardo nella scultura di Padre Pio.
Devozione ma anche desiderio di mettersi alla prova quando decide di realizzare a tutto tondo riproduzioni d’insieme come, “la creazione di Adamo” secondo il dipinto di Michelangelo e “L’ultima cena ” seguendo l’iconografia del celeberrimo affresco di Leonardo. Imprese che segnalano un’acquisita padronanza tecnica ed evidenziano un superamento positivo della precedente attività.
marco peri
Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…
Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…
Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…
In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…