Le mutanti mutano. È nella loro natura, cambiano pelle e paesaggio, attraversano perentorie la Manica percorrendo chilometri, ieri. Oggi hanno già varcato l’oceano per riflettersi nel vetro e nell’acciaio delle torri di Chicago e ancora sulle rive del Mississippi di New Orleans. Hanno il dono dell’ubiquità le Mutanti e mentre conquistano gli americani della Louisiana, sanno farsi apprezzare in terra di Sardegna, tra le rocce carsiche del paesaggio dorgalese. Ma chi sono veramente? Sono un pezzo di ricerca artistica contemporanea made in Sardinia, tutte donne, tutte sarde, tutte artiste. Nascono singolarmente e s’incontrano [o meglio, partono tutte insieme] in Gran Bretagna nel ‘99, per esporre all’Art Gallery dell’Università di Aberystwyth, su iniziativa dell’associazione Italia-Inghilterra. È in questa collettiva che la critica locale le battezza: the Mutants. Rosanna D’Alessandro, Anna Maria Pillosu, Maria Spissu Nilson[pittrici e
Nata per abbattere quello squilibrio che esiste in Sardegna tra importazione ed esportazione, particolarmente sentito nell’ambito delle arti visive, la collettiva Mutation, ha dato il via ad una serie d’interventi, di Ritorni dal presente, e successive Mutazioni mostrandosi oggi, come una realtà consolidata capace di imporsi nel Vecchio come nel Nuovo Continente. Simultaneamente presenti negli States e a Dorgali [Nu], le Mutanti scelgono di tornare alle origini per il loro ultimo intervento che ha visto mutare – è il caso di dire – due locali di una scuola elementare chiusa per ferie. Un percorso, un’installazione site specific da vivere, attraverso una serie di quinte che annullano la naturale prospettiva e che contengono, condividendone lo spazio, le singole opere.
La cascata di licuccos di Caterina Lai, è tra le prime a rivelarsi e nello stesso tempo a celare la grande fotografia di Gabriella Viana di una Parigi vista dal fondo. La Lai propone, penzolanti, le sue ceramiche sperimentali realizzate secondo l’antichissima tecnica del bucchero, procedimento che regala alla materia tonalità aliene a riflessi d’argento. D’altri riflessi – quelli del cielo – si occupa il PATRM, pigmento di nuova invenzione realizzato da Rosanna d’Alessandro, in sospensione come natura desidera. Anna Marceddu racconta Italo Calvino e Grazia Deledda, attraverso oggetti e luoghi: still life realizzati per la Mondadori e presentati qualche anno fa al Salone del Libro di Francoforte. Fedeli alla linea appaiono le forme primordiali in cemento e gres di Anna Saba e ancora Maria Spissu Nilson, comunica, attraverso fonemi impressi su tela, il male-malu della contemporaneità. Assente giustificata è la Pillosu, impegnata con una mostra nella capitale francese. … Flessibili a nuove esperienze e ricettive ad altri incontri, le mutanti abbracciano la lunga onda del divenire nel desiderio di fissità.[LM]
andrea delle case
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