Sono le creature mutanti di Giuliano Sale (Cagliari, 1977) e il mondo di Melany e company di Silvia Argiolas (Cagliari, 1977) a inaugurare il quarto capitolo di Zone Parallele. Assegnando alla pittura figurativa il compito di chiudere la rassegna dedicata agli artisti emergenti cagliaritani iniziata il 13 maggio scorso.
Gli Spinky e le bambole bambine che occhieggiano dalle pareti, ammiccando allo spettatore con partiture cromatiche decise, scorrono anch’essi, come i protagonisti delle puntate precedenti, lungo percorsi paralleli. Si rivelano tuttavia come i volti mascherati di quella realtà unica e inquietante che rende i corpi oggetti di trasformazioni e metamorfosi, riducendoli a merce di scambio e di consumo dal ciclo vitale circoscritto.
Cosi gli Spinky, il cui rosso della pelle evoca insieme il colore del sangue e dell’inferno, creature senza sesso, senza età e senza identità, riuniscono in uno stesso corpo l’essere donna, uomo, bambino, stagliandosi a ripetizione su uno sfondo grigio e terrigno privo di vita. Perversi e cattivi se guardati esclusivamente attraverso le caratteristiche somatiche tipiche delle creature diaboliche –orecchie a punta, denti aguzzi e protuberanze sulle tempie– gli Spinky di Sale sono in realtà creature dolci, che ispirano compassione per la loro debolezza e la loro impotenza, esseri in mutazione destinati alla sofferenza.
E deboli e impotenti sono anche Melany e le sue compagne. Apparentemente gioiose, adolescenti spregiudicate e ammiccanti che adescano lo spettatore dal cerchio dei medaglioni colorati in cui il loro visino è incorniciato -come piccole star- in uno stile a metà tra il fumetto e le pagine dei diari scolastici delle teen ager, queste bambole bambine nascondono un destino di merce confezionata a uso e consumo di precisi consumatori. Montate, smontate e fatte a pezzi per soddisfare le inclinazioni feticiste e voyeuristiche di una vasta clientela maschile, Melany e le sue compagne continuano però a rincorrere il loro sogno di gloria, voglia di successo e celebrità aspirando a un mondo nel quale saranno calpestate e trasformate seguendo un destino non dissimile da quello degli Spinky.
Come nelle puntate precedenti Daniela Zedda (Cagliari, 1973) e Stefano Ferrari (Cagliari, 1974) firmano la colonna sonora. Verso l’ignoto è il titolo del loro intervento di sound art, mentre Matteo Piras (Cagliari, 1983) gioca sul tema dell’irraggiungibilità nella sua videoinstallazione Limite..
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francesca giraldi
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