Categorie: sardegna

fino al 20.XII.2008 | Pinuccio Sciola | Carbonia (ci), Miniera di Serbariu

di - 3 Ottobre 2008
Pinuccio Sciola (San Sperate, Cagliari, 1942), scultore internazionale con un curriculum di tutto rispetto, espone a Carbonia le sue recenti sculture, frutto di anni di ricerca originale, autonoma, indipendente, morfologica ed espressiva delle origini delle forme plastiche ed essenziali. Con una caratteristica che le rende uniche rispetto alla scultura “tradizionale”: la voce, che, come direbbe l’artista “la pietra conservava dentro di sé per milioni di anni”. Emettono infatti suoni ancestrali, suggestivi e metallici. Possono essere suonate come strumenti musicali, operazione tra l’altro già messa in atto da professionisti quali il percussionista svizzero Pierre Favre, i compositori Antonello Doro, Riccardo Dapelo, Romeo Scaccia e il performer Pietro Pirelli.
Le enormi sculture sonore – tutte Senza titolo – sono visibili passeggiando negli spazi all’ingresso del complesso minerario di Serbariu. Un ambiente ricco di natura, storia e cultura. Tagli orizzontali e verticali s’incrociano a definire una nuova planimetria. Lungo il percorso s’incontrano gruppi di opere composte da un imponente monolito archeo-futuristico, circondato da altri più piccoli rappresentanti dei semi, a simboleggiare che la terra-natura germoglia e, allo stesso modo, è giunta una nuova primavera anche per il complesso di Serbariu.
Benché avvenga una trasformazione del paesaggio – nonostante le pietre sembrino essere lì da sempre – non si tratta di un’operazione di arte ambientale, ma di portare l’arte in un contesto nuovo, che non è luogo deputato e convenzionale nel senso canonico del termine. Ora possiamo osservare con occhio nuovo anche gli edifici di archeologia industriale dove un tempo gli uomini e le donne che lavoravano nelle miniere quotidianamente si recavano. Operazione dove lo spazio comunica con l’opera, stimola nuovi dibattiti sul recupero degli edifici minerari, con i pozzi, i piazzali, i capannoni dismessi.

Nella Sala degli Argani, un’installazione composta da un’orchestra di piccole sculture sonore, caratterizzate per lo più dalle forme irregolari e dai tagli verticali, in contrasto con gli ingranaggi delle macchine, sono posate come leggere piume su solide basi di ferro. Inneggiano all’uomo (inteso come genere umano) e alle sua operosità, e al dualismo pensiero-manualità. Dialogano con il vasto ambiente dalle alte finestre con le sue pareti incise e segnate dal tempo. Opere da vedere, toccare ma soprattutto ascoltare in un “mondo-spazio-creativo delle idee”, dove il ricordo del lavoro del minatore s’interseca con quello dell’artista in un viaggio spazio-temporale, nella percezione del passato e del futuro. Le opere esposte con linee e geometrie che fanno eco all’architettura razionalista degli edifici rafforzano le radici e il senso di identità del luogo, dando nuove sonorità agli spazi orfani dei rumori del lavoro.

La poesia di questo scultore, che trasmette nel terzo millennio la conoscenza e la sapienza di pietre millenarie cariche di significato simbolico, fatte di basalto, trachite, calcare e caratterizzate da tagli verticali, è stata apprezzata anche dall’architetto Renzo Piano e dalla stilista Krizia, mentre nel 2004 è stato l’unico italiano a Parigi allo Jardin du Luxemburg per la mostra L’elogio della natura.

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dal 13 settembre al 20 dicembre
Pinuccio Sciola – Carbonia, dentro la terra, dentro la pietra
a cura di Giuseppe Marci e Gianni Murtas
Grande Miniera di Serbariu – 09013 Carbonia (CI)
Orario: da martedì a domenica ore 10-18
Ingresso libero
Catalogo Wide
Info: tel. +39 078162727; www.museodelcarbone.it

[exibart]

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