L’esposizione, allestita dall’architetto Garau, è stata organizzata dal Club Soroptimist International e patrocinata dall’Università e dal Comune di Cagliari.
Le opere di Alberto Deplano, Luigi Pillitu e Franco Piras, presentate dal docente di Storia dell’Arte Contemporanea Giorgio Pellegrini, sono accomunate dall’adesione a quel linguaggio espressivo che trova riscontro nella cultura naïf. Con questo termine definiamo una pittura spontanea la cui peculiarità è quella di raccontare per immagini, estranee ai canoni della tradizione figurativa, avvalendosi di cromatismi squillanti e di una forte capacità espressiva.
Acquista notevole importanza la componente simbolica di quella tendenza che non possiamo definire una precisa corrente, ma un atteggiamento espressivo, del quale fecero parte grandi esponenti del panorama artistico europeo tra cui Henri Rousseau Il Doganiere, considerato il capostipite, e Antonio Ligabue .
Alberto Deplano deve la sua formazione allo studio dei protagonisti delle avanguardie del ‘900 e alla frequentazione, dagli anni Sessanta, degli ambienti culturali ed artistici del capoluogo sardo. Nella sua produzione ricorrono alcuni soggetti quali il serpente, il pianeta Saturno ma in modo particolare il drago, creatura diffusa nell’immaginario popolare sin dall’epoca medievale, che domina leggende e mitologie della cultura europea ed asiatica. Paesaggi fantastici dagli accesi cromatismi, nei quali prendono vita sagome umanoidi ed esseri irreali, si contraddistinguono per la ripresa di motivi decorativi che richiamano i colorati vetri di Murano.
Luigi Pillitu è uno degli artisti isolani più rappresentativi del linguaggio naïf, legato ad una cultura arcaico-contadina, è affascinato dalla schematizzazione simbolica di figure che emergono dalla materia lignea, per impregnarsi di spiritualità e narrazione popolaresca. Sono gli indifesi, i vecchi, i bambini e le donne che popolano l’universo creativo dell’artista e non a caso, “Omaggio alla donna “, è l’opera che è stata scelta per l’apertura del percorso espositivo.
Franco Piras inizia la sua attività artistica negli anni Ottanta, orientandosi nella scultura e nell’incisione xilografica, per narrare la quotidianità della condizione rurale nell’isola, tema caro all’espressione della pittura sarda nella prima metà del ‘900, che vede i suoi rappresentanti in Mario Delitala, Giuseppe Biasi e Carmelo Floris.
Al termine della presentazione delle opere la serata è stata allietata dal quintetto di fiati Français che ha eseguito brani di Haydin, Ilbert e Strauss.
roberta vanali
visitata il 10.I.2001
Carne e colore: Jenny Saville arriva a Venezia con una grande personale a cura di Elisabetta Barisoni e visitabile fino…
A sette anni dalla scomparsa, la galleria Frittelli Arte Contemporanea di Firenze restituisce la lucidità sovversiva di un artista capace…
Roberto de Pinto presenta la sua prima personale alla Galleria Francesca Minini, dal titolo Ostinato: tra pittura e collage, il…
A Bolzano, Feedback rilegge il lavoro di Franco Vaccari e le sue intuizioni visionarie sull’opera d’arte come spazio di scambio…
Dalle lacche del Vietnam alle radici post-coloniali della Sierra Leone: la Biennale di Venezia accoglie sette debutti assoluti che ridisegnano…
Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…