Categorie: sardegna

fino al 24.II.2002 | Mirò – Orizzonte lirico | Nuoro, Man

di - 16 Novembre 2001

Il Surrealismo fece per Mirò quello che nè il Cubismo nè ogni altra dottrina puramente plastica avrebbero potuto fare. Lo incoraggiò a risalire all’infanzia, in cerca dei materiali per la sua visione più matura e a fare di questi materiali una dichiarazione pittorica che è al tempo stesso una specie di poetica. Razionalizzò l’insieme di arte popolare, primitivismo, spirito nativo e grottesco spagnolo con la mistica dell’erotismo che costituì l’interesse metafisico peculiare del Surrealismo…” (H. Cramer, 1959)
Mai altre parole furono così appropriate nel descrivere in sintesi l’intera poetica del geniale artista che fu Joan Mirò , rappresentato al Man da 77 opere costituite da una serie di tele e tavole di grandi dimensioni, di disegni e schizzi corredati da note, ed alcune sculture provenienti dalla Fondazione Pilar e Joan Mirò di Mallorca, ultima residenza-studio dell’artista, fondata per volere del maestro dopo la sua morte.
La produzione degli anni Sessanta e Settanta risulta particolarmente sorprendente sia per qualità sia per quantità; le opere, quasi tutte di grandi dimensioni, hanno colori radiosi come non mai, il lirismo raggiunge vertici assoluti, il recupero della tematica notturna, con le sue “costellazioni” e la presenza di personaggi femminili ed uccelli, divengono più essenziali nelle linee e assumono una posizione centrale. La notte, considerata emblema dell’artista, deriva da quel fenomeno onirico fondamentale della poetica mironiana, dove gli uccelli mettono in comunicazione il mondo terrestre, costituito dalla donna-madre-terra, con quello celeste, dominato dalle costellazioni che annullano quella linea di demarcazione che è l’orizzonte.
Intorno al 1970 Mirò brucerà alcune delle sue tele, quasi per desacralizzare la pittura e far rinascere dalle sue ceneri una nuova arte richiamando la necessità di “assassinare la pittura”, concetto inteso come un’inesauribile e quasi ossessiva ricerca creativa che porterà avanti per tutta la sua esistenza.
Nell’ultima fase della sua vita l’espressione pittorica diverrà sempre più diretta sfiorando i limiti della brutalità, le immagini impostate con essenzialità estrema, vibranti e cariche di forza, verranno associate a macchie di colore sgocciolate o tracciate con violenza; il periodo sarà particolarmente fecondo soprattutto per le arti plastiche e le tecniche miste, ottenute dall’assemblaggio di materiali grezzi o riciclati, caricati di accensioni cromatiche impreviste, e articolati su pannelli di grandi dimensioni di cui l’esposizione è ricca, così come lo è di quelle sculture, realizzate in creta o gesso, che presentano forti analogie con il modellato arcaico primitivo, tanto amato dall’artista per l’estrema semplificazione formale.
La serie di disegni in mostra, realizzati perlopiù a penna con l’intervento di pastelli, ci offre invece la possibilità di approfondire l’analisi dello stato germinale delle sue creazioni, la spontaneità del gesto e la poesia che caratterizzano l’intera produzione del maestro.
Il giorno di Natale del 1983, Mirò chiuse gli occhi per l’ultima volta per raggiungere quell’infinita notte tanto amata in vita, ma il suo universo fantastico, pregno di infantilismo, ingenuità ed estrema libertà continuerà a vivere incessantemente nelle sue folgoranti opere .

articoli correlati
Mirò, armonia del fantastico
I grandi di Spagna
Universo Mirò
Mirò, le metamorfosi della forma
sondaggi correlati
La corrente artistica che più ha inciso nel XX secolo

roberta vanali
vista il 3 novembre


Mirò, orizzonte lirico, fino al 24 febbraio 2002, Nuoro, Man Museo d’Arte Provincia di Nuoro, Via Satta 15, aperto tutti i giorni escluso il lunedì, orario: 10.00 – 13.00 16.30 – 20.30, Telefono/Fax 0784 252110, Biglietto: £ 5.000 intero, £ 3.000 ridotto, gratuito ultimo giorno dell’esposizione, Collezione Sarda XX secolo, Servizi, Bookshop, Catalogo Skira, a cura di F. Castro, C. Collu, J. C. Abad, disponibile a breve.

[exibart]

Visualizza commenti

  • Mostra veramente interessante, i miei omaggi al grande Mirò.
    Complimenti a Roberta Vanali per il suo bel articolo.

Articoli recenti

  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50
  • Architettura

A Londra apre il Serpentine Pavilion 2026: ecco il progetto di LANZA atelier

In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…

3 Giugno 2026 16:10