Il laboratorio è rivolto ai bambini dai sei ai tredici anni che avranno a disposizione ben 150.000 mattoncini Lego per costruire una città fantastica. I bimbi potranno giocare, divertirsi e imparare, stimolando le loro capacità creative e avvicinandosi così ad un nuovo modo di vedere l’architettura e l’urbanistica.
Mattoncini bianchi, gialli, rossi e blu da assemblare in senso logico, con l’aiuto e la guida degli operatori i bambini impareranno le proprietà geometriche e decorative dei mattoncini.
Solo due le regole da seguire per la costruzione della città fantastica: la prima è non mischiare i colori, perché ogni edificio deve essere di un solo colore, in modo da dare risalto ad ogni superficie edificata. La seconda è non distruggere ciò che hanno fatto gli altri, perché deve esserci continuità e collaborazione tra il lavoro di tutti. Alla fine la città fantastica sarà esposta al pubblico. Il laboratorio è rivolto agli studenti delle scuole elementari e medie.
Nelle stesse sale del castello di San Michele si rende omaggio al grande scrittore per bambini Gianni Rodari con una mostra che ripercorre la vita e l’opera di un maestro di fantasia e ironia. L’esposizione si articola in due sezioni, una artistica “Fantaironia” e una documentaria sulla fortuna in Italia e all’estero dei testi dello scrittore di Omegna.
Nella prima parte s’incontrano 14 riproduzioni di disegni dello stesso Rodari e 21 opere pittoriche d’interpretazione visiva sui temi e i testi rodariani ad opera di 19 artisti italiani di diverse generazioni, tra cui spiccano i nomi di Enrico Baj, Ugo Nespolo ed ovviamente il grande amico
Gianni Rodari amava scrivere e stimolare la fantasia dei suoi piccoli lettori e amava disegnare per il bisogno di visualizzare il pensiero. Riusciva ad esternare l’inesauribile repertorio fantastico e ironico (mantenendo comunque il contatto con la realtà) nella parola, nella scrittura e perfino nell’espressione grafica dove esibiva il gusto per l’invenzione e la teatralizzazione senza peraltro mai rinunciare allo spirito critico ed all’intento didattico. Costante era il ricorso al paradosso da cui faceva derivare l’effetto umoristico, come quando sovvertiva il nesso tra le cose, sviluppava metamorfosi tra l’umano e il tecnologico per creare assurde ibridazioni. I suoi disegni sempre ricchi di colori hanno grande forza immaginifica e l’iconografia che ne deriva è visionaria e caricaturale, in certi casi rimanda al dada-futurismo o al surrealismo.
La seconda sezione della mostra è dedicata, invece, al mondo dei libri di Rodari, alle sue amicizie, al successo dei suoi libri in paesi lontani quali Russia, Francia, Spagna e Cina.
Gigantografie, pannelli esplicativi, illustrazioni e soprattutto tante parole accompagnano i visitatori nel fantastico e divertente mondo di Gianni Rodari.
marco peri
vista il 6 dicembre
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