Il linguaggio di Elisabetta Falqui (Cagliari, 1968), che ha recentemente inaugurato la sua prima personale curata da Roberta Vanali, “si pone come punto di equilibrio tra segno e memoria, il suo esplorare la superficie, aggredendola, è un incessante viaggio a ritroso in grado di svelare il presente”. Sono opere di stridente efficacia emotiva, frutto di un lento e graduale processo di sperimentazione, che l’artista esordiente ha creato studiando i differenti risultati visivi attraverso l’uso di matrici diverse quali il linoleum e il legno. Ciò che conferisce unicità ai lavori della Falqui, che per l’occasione espone 15 incisioni tra linoleumgrafie, monotipo e xilografie, è alla
Un linguaggio emozionante quello di Elisabetta Falqui, fatto di segni e di colori figli della natura, elaborati e interpretati dalla semplicità e spontaneità di un’artista che esprime attraverso i segni e il colore frammenti di vita vissuta e che, trascinata da forti impulsi emotivi, ha fatto di un’arte dimenticata e trascurata da molti, la propria arte. “Ieratici solchi, testimoni silenziosi che, nel loro incedere fanno vibrare
erica olmetto
vista il 13 giugno 2003
A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…
In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…
L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…
Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…
La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…
A New York, una delle sedi della Factory di Andy Warhol ospiterà un nuovo negozio del brand giapponese Uniqlo che,…