Tutto è cominciato solo qualche mese fa. L’idea era quella di organizzare una mostra che avesse come filo conduttore l’Eros. Per essere una mostra fuori dal comune, dinamica tutt’altro che scontata, per dare una vera immagine di arte erotica, fertile, gioiosa, impertinente, disinvolta, celebrativa delle gioie poetiche e conturbanti del sesso, avrebbe dovuto coinvolgere la creatività non di uno solo, ma di molti artisti, in questo caso selezionati tra italiani e lettoni. Ecco com’è nato L’eros degli artisti, una raccolta di opere d’arte, in esposizione presso i locali dello Small Bob Cafè, capaci di esprimere il linguaggio del piacere attraverso la pittura, il dis
Sul tema dell’erotismo, introdotto e spiegato con testo poetico da Enzo Rossi-Ròiss, non poteva mancare di cimentarsi Giuseppe Bosich, la cui partecipazione all’ideazione della mostra è stata di fondamentale importanza. Le delicatissime sculture – nonostante le dimensioni – in vetro di Murano, che in parte hanno dato l’ispirazione alla costruzione dell’allestimento, hanno trovato posto nell’ultima sala sui ripiani di uno scafale dietro teche di vetro trasparente, mentre, quelle di terracotta, più “impertinenti” e “disinvolte”, sono state abilmente celate dietro cortine di raso, adagiate nelle nicchie lungo il corridoio. Nell’autointervista del testo d’introduzione all’eros degli artisti, alla domanda “Cos’è l’erotismo?”, Rossi-Ròiss risponde: E’ un efficace e potente elisir che può farci morire in buona salute, anche in età avanzata, se espresso e goduto senza remore. E’ questo il senso per interpretare opere come, ad esempio, i fotogrammi e le riprese di Mario Schifano, la serie di Agathe Apkaln, la Meditazione in blu di Valeria Pesce, Toglietemi tutto ma non il mio Bob di Bob Marongiu, le due grafiche realizzate con tecniche miste da Angelo Liberati, piuttosto che i provocanti disegni di Guido Crepax.
erica olmetto
mostra vista il 16 febbraio 2005
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