L’evento è stato curato da Bepi Vigna, forse il più noto esponente della «banda dei sardi», autori del celebrato Martin Mystere, Gigi Camedda e Stefania Costa: alcuni tra i maggiori professionisti sardi del fumetto.
Sono in esposizione alcuni studi a matita, schizzi inediti e tavole originali realizzati negli anni 40 dal grafico, per la maggior parte appartenenti alla collezione Camedda, che mettono in evidenza le sue capacità di disegnatore, la sua perizia e l’inconfondibile tratto. C’è una ragione particolare perché questa mostra si tenga nel capoluogo isolano; pochi sanno, infatti, che sardi erano i genitori dell’artista e che in Sardegna egli trascorse gran parte dell’infanzia prima ad Iglesias poi a Cagliari; proprio a questa città spettrale ed ancora distrutta dai bombardamenti si riferisce il materiale fotografico che accompagna l’esposizione, raccolto dal Galeppini e donato a Vigna prima del suo decesso nel 1994. La sua carriera inizia nel 1936 quando per la prima volta vengono pubblicati i suoi disegni sulla rivista “Mondo Fanciullo” per la quale Arturo illustra delle fiabe, ma comincia la vera attività di cartoonist comincia nel biennio 1937-1939, durante il quale collabora con “Modellina” e realizza: In terra straniera, La prova dei coccodrilli, All’ombra del tricolore. Degli stessi anni sono alcune copertine de “Il Mattino Illustrato” e, per la Mondatori, due lunghi racconti a fumetti: Pino il Mozzo e Le perle del mare d’Oman su testi di Federico Pedrocchi.
Prima di sospendere la sua attività di disegnatore a causa della accanita censura fascista che spesso imponeva sostanziali modifiche al contenuto dei racconti a fumetti, collabora con la casa editrice Nerbini e dà così alla luce numerose strisce di cui firma anche soggetto e sceneggiatura.
Dopo il conflitto si dedica all’attività pittorica ed all’insegnamento del disegno, alla pittura ed alla grafica pubblicitaria, per riprendere l’attività di fumettista nel 1947, disegnando albi per l‘Intrepido, illustrando alcuni libri e operando una riduzione a fumetti di Pinocchio.
Ancora nel 1947 avviene il fondamentale incontro con Tea Bonelli proprietaria dell’Editrice Audace, che diverrà poi la Sergio Bonelli Editore oggi a diffusione europea ma allora piccola realtà, grazie alla quale vedrà la luce nel 1949, il primo Tex Willer (originariamente Tex Killer) di cui Galep disegna tutte le storie fino al 1967 e tutte le copertine fino al numero 400, segnando l’inizio di una sorta di simbiosi tra disegnatore e personaggio.
Articoli correlati
Fumetto, Video e Pittura a Bologna
Pietro Annigoni a Firenze
Maria Zanardi
Visitata il 10 aprile
Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…
Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione di collezionisti sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di…
Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore
A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…
Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…
In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…
Visualizza commenti
correzione effettuata. Grazie di tutto e continui a seguirci.
Apprezzo moltissimo il vostro sito, tutto ciò che contiene e questo articolo in particolare, davvero complimenti!
Vi segnalo un piccolo errorino:"Fino al 31.IV.2001 !!(30 dì conta novem. con april....).
Ciao ciao