Categorie: sardegna

fino al 31.I.2003 | I disegni di Gavina | Calasetta (ca), Civico Museo d’Arte Contemporanea

di - 9 Gennaio 2003

Superate le sale della pittura concreta, che costituiscono l’anima di questo museo, s’intravede in fondo il volto di una bambina: rassicurante, riconoscibile. E’ la piccola Gavina, figlia dell’artista Giovanni Ciusa Romagna, colta nelle sue espressioni di gioco, di sorpresa, di sonno. Nasino all’insù, occhi vivi, guance rosse di salute. Piccoli ritratti ad olio, veloci disegni a matita del papà e artista Giovanni, incuriosito e affascinato dai movimenti di quella giovane vita, l’unica dei suoi figli disposta a rimanere in posa e a compiacersi di quel ruolo da protagonista. Una scelta insolita per Calasetta, ed insolita per un museo che nasce con l’obiettivo di raccontare gli ultimi vent’anni di produzione astratta, tanto che la piccola Gavina appare come un elemento alieno tra le indigene geometrie, op. art e informale da parete. Un fuori programma, uno sguardo verso uno dei protagonisti del primo Novecento.
Ciusa Romagna nasce nel 1907, anno glorioso per l’arte sarda e per la famiglia Ciusa, che festeggia la vittoria alla Biennale di Venezia dello zio Francesco. Lo zio fu evidentemente il primo riferimento per il giovane che, appena quattordicenne, viene riconosciuto come talento, e considerato degno di partecipare alla Mostra d’Arte Sarda di Cagliari, assieme ai già famosi Antonio Ballero, Filippo Figari, Carmelo Floris e Francesco Ciusa.
Entusiasma l’Accademia Fiorentina e il suo maestro Felice Carena per le sue capacità [come racconta Oder Claro Grassi suo compagno di corsi], prosegue poi gli studi a Venezia, dove si diploma e a Roma, secondo tradizione. Tuttavia Ciusa Romagna, che tanto si era infervorato per i maestri del Rinascimento e per i coloristi veneti, è consapevole che il «vero» della sua terra, della sua Sardegna, «può essere l’unico suo maestro». Tornato a Nuoro [1925] s’inserisce nell’ambiente artistico isolano introducendo l’aura classica nell’arte in Sardegna. Mentre Carmelo Floris appare come l’artista più ortodosso e Biasi prosegue la sua ricerca in senso etnografico-espressionista nell’africa settentrionale, Ciusa Romagna, ancora negli anni Trenta, dipinge le sue donne monumentali, severe e devote, secondo le regole della pittura biasesca e del costumbrismo alla Ortiz, ma presto se ne stacca intraprendendo una strada nuova dalle tematiche inedite per la ricerca artistica sarda. Contemporaneamente, la tavolozza si schiarisce e schiarendosi si alleggerisce. Il suo linguaggio – povero – degli anni Cinquanta, racconta il lavoro dei minatori e delle mietitrici secondo i dettami del neorealismo, all’insegna di un’emozione espressa nell’immediatezza di un gesto, di un segno, di un accostamento. I disegni esposti nel Civico Museo di Calasetta, sono degli anni ‘40 e appartengono alla collezione privata della figlia Gavina.

andrea delle case


Giovanni Ciusa Romagna – I disegni di Gavina, fino al 31 gennaio 2003
Calasetta (Ca), Museo Civico d’Arte Contemporanea
Via Savoia 2, Telefono e Fax 078 1899078
Apertura dal venerdì alla domenica dalle ore 17 alle 20
Ingresso gratuito
Info Museo www.museocasetta.it  
Organizzazione Progetto Museo Vivo, e-mail antiquastudi@libero.it


[exibart]

Visualizza commenti

  • Purtroppo i disegni di Giovanni Ciusa Romagna
    non sono più nel Civico Museo di Calasetta già dallo scorso dicembre...
    ...una mostra lampo.

    perché?

    non è dato saperlo. problemi interni, dicono.

    andrea delle case

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