Zone Parallele prosegue il suo percorso attraverso il confronto tra pittura e fotografia, inaugurando il secondo appuntamento della rassegna d’arti visive ideata e curata da Roberta Vanali. L’esposizione comprende una sequenza di istantanee, frutto della ricerca sperimentale di Antonello Casu e le xilografie su tela stampate a mano di Elisabetta Falqui, nelle quali è evidente l’influenza del lirismo giapponese.
Nell’ottica del progetto, che intende creare nuovi percorsi paralleli tra i molteplici linguaggi artistici in nome di un comune filo conduttore -la riflessione sull’esistenza umana- s’inseriscono gli interventi di Matteo Piras, autore del video No Fun e Daniela Zedda con sperimentazioni musicali dal titolo Variazioni, in stile sound art. Le composizioni elettroacustiche, studiate appositamente per Zone Parallele, hanno trovato la principale fonte d’ispirazione nei lavori dei due artisti, rispondendo all’intento di mettere in comunicazione tra loro diverse modalità espressive attraverso l’interazione tra arti visive e musica elettronica, videoarte e performance.
Il suono di un flauto giapponese è la matrice comune dell’intero percorso uditivo che accompagna le immagini astratte e luminose degli ideogrammi in rosso e nero della Falqui e le rappresentazioni surreali dai cromatismi gialli e azzurri di Antonello Casu. Mentre nelle xilografie l’assenza della figura e l’utilizzo del segno acquistano valore in quanto dati significativi di una realtà priva di materia e corpo, densa solo di spirito, nelle elaborazioni fotografiche la distorsione della realtà è frutto della ricerca di nuovi effetti visivi. L’analisi della luce riflessa nelle onde che s’infrangono sulla chiglia di una barca offrono lo spunto per trasformare le forme e i colori reali producendo immagini di forte impatto retinico.
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