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Colori e forme del lavoro. | Da Signorini e Fattori a Pellizza da Volpedo e Balla |

di - 11 Giugno 2018
Colori e forme del lavoro.
Da Signorini e Fattori a Pellizza da Volpedo e Balla

Carrara, Palazzo Cucchiari – Fondazione Giorgio Conti
Via Cucchiari 1
16 giugno – 21 ottobre 2018

Mostra a cura di Massimo Bertozzi e Ettore Spalletti,

Orari:

Giugno- Settembre- Ottobre: martedì-mercoledì-giovedì e domenica 10-13/ 15-20

Venerdì-sabato 10-13/ 16-22

Luglio- Agosto: martedì mercoledì giovedì e domenica 10-13/ 16.20

Venerdì- sabato 10-13/17-23

Lunedì chiuso

Biglietti

INTERO € 10,00 con audioguida

RIDOTTO € 8,00 con audioguida (da 9 a 18 anni, oltre i 65 anni e soci Touring)

GRUPPI (da 10 a 29): € 8,00 con audioguida

GRUPPI (da 30 in su): € 7,00 con audioguida

SCUOLE € 4,00 senza audioguida 2 accompagnatori gratuiti per scolaresche

CONVENZIONI Riduzioni del 20% soci Coop Tirreno e Unicoop Firenze e Gruppo Feltrinelli

GRATUITI senza audioguida: Giovani fino a 8 anni accompagnati dai genitori – Giornalisti con tesserino nazionale – Portatori di handicap e accompagnatore

Apre al pubblico il prossimo 16 giugno a Carrara, presso Palazzo Cucchiari sede della Fondazione Giorgio Conti, la mostra Colori e forme del lavoro. Da Signorini e Fattori a Pellizza da Volpedo e Balla.

L’esposizione, ideata e promossa dalla Fondazione Giorgio Conti e curata da Massimo Bertozzi e Ettore Spalletti, è dedicata alla rappresentazione del mondo del lavoro nell’arte italiana tra l’Unità d’Italia e la Grande Guerra.

In mostra oltre cinquanta opere, di collezioni pubbliche e private italiane, che spaziano dalla pittura Macchiaiola attraverso il Verismo e le suggestioni simboliste fino alle prime avvisaglie delle avanguardie: da Fattori a Morbelli, da Signorini a Pellizza da Volpedo, qui presente con un grande disegno preparatorio del Quarto Stato, da Vincenzo Vela, in mostra con il Monumento alle Vittime del Lavoro, fino a Giacomo Balla pre-futurista, il progetto espositivo intende verificare come nella pratica della pittura, il movimento realista e verista italiano nei decenni successivi all’unità politica della Nazione dia campo a un profondo rinnovamento tematico e formale, senza perdere di vista lo sfondo sociale e le profonde trasformazioni culturali in cui si viene definendo l’immagine della “nuova Italia”.

Le immagini del popolo diventano indifferentemente motivo di denuncia e origine di nuove e diverse suggestioni poetiche, e la figurazione dell’arte italiana si affolla di gente comune: poveri, contadini, anziani e lavoratori nelle loro differenti espressioni di umiltà, di bisogno, ma anche di rivendicazione della propria identità, di affrancamento, quindi di rabbia, di organizzazione e di protesta e di lotta.

Per raccontare tutto questo, la mostra si articolerà in otto sezioni, dedicate a: il Lavoro Domestico, le Arti Liberali, il Lavoro della Terra, Lavori di Mare e d’acqua dolce, il Commercio, il Lavoro in Officina, il Lavoro in Miniera e nelle Cave, l’Emarginazione Sociale e l’emigrazione.

Tel +39 0585 72 355; info@palazzocucchiari.it ; www.colorieformedellavoro.it; www.palazzocucchiari.it

Uffici stampa

Monica Zanfini mob. 3388060156; monicazanfini@alice.it

Daniele Rocca mob. 3929597880; d.rocca@danaeproject.com

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