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| [06|05|2011] |||arte contemporanea/ personale | ||
| | Jiří Kolář inaugurazione 9 maggio | ore 19.00 | gallerja | roma Lunedì 9 maggio alle ore 19 si inaugura presso lo spazio di via della Lupa 24 (Fontanella Borghese) la mostra delle opere di Jiří Kolář, l’artista boemo scomparso nell’agosto 2002 all’età di 88 anni. La sua ultima mostra romana, infatti, prima di questa rentrée che accoglie numerosi esempi e tecniche del suo repertorio variegato, ma essenzialmente a base di collage, si era tenuta presso la Galleria Nazionale d’Arte Antica a Palazzo Barberini nel 1998. Negli anni successivi al trauma vissuto con la partecipazione alla liberazione del campo di sterminio nazista di Auschwitz e sotto il terrore stalinista, negli anni Cinquanta, scrive Il fegato di Prometeo (1952) che gli costerà una condanna a un anno di prigione, scontato con la detenzione preventiva, e il divieto di pubblicazione fino al 1964; l’opera tuttavia verrà pubblicata nel 1970. Negli anni Sessanta, la diffusione delle sue opere ha una crescita esponenziale, affiancata da mostre all’estero (Inghilterra, Austria, Stati Uniti). Nel 1968 è invitato alla Documenta 4 di Kassel e partecipa alla Primavera di Praga. Dieci anni dopo, circa, è tra i firmatari di “Charta 77”, manifesto che proclama i diritti umani in Cecoslovacchia e la libertà di espressione e opinione in quel Paese, da anni sotto il regime comunista filosovietico. Dal 1980-81 soggiorna a Parigi e a partire dal 1984 ottiene la nazionalità francese a seguito di una condanna e alla confisca dei suoi beni in Cecoslovacchia. Espone per ben tre volte al Museo Guggenheim di New York e nel 1990 alla Biennale di Venezia nel Padiglione della Cecoslovacchia. Nello stesso anno l’Istituto Francese di Praga organizza una grande retrospettiva che lo riconcilia prima della sua morte con la città e il suo paese. Numerose e differenti sono le opere a carattere poetico scritte da Kolář prima del 1937-38 e altrettanto numerose quelle a base di “poesia evidente”, cioè collage, chiasmage, confrontage e altre tecniche, tra cui si ricordano Testimone oculare, 1949, il già menzionato Il fegato di Prometeo, 1952, Il nostro pane quotidiano e La peste di Atene per il teatro. Tra il ’59 e il ’60 i Poemi del silenzio. Realizza nel 1978 l’Omaggio a Kafka. Nel 1986 esce il Dizionario dei metodi, raccolta completa delle sue tecniche di collage. Nel suo contributo critico alla mostra, Bruno Corà ha affermato che del collage “Kolář è sicuramente stato, insieme a Picasso, Schwitters, Ernst, Hausmann, Hannah Hoch e Marca-Relli, un grande inventore.” La mostra, che raccoglie a Gallerja oltre venti opere, resterà aperta sino al 29 luglio 2011, tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle ore 11 alle 13,30 e dalle 15 alle 19,30. Jiří Kolář contributo critico di Bruno Corà Durata della mostra: 10 maggio – 29 luglio 2011 Via della Lupa 24 (Fontanella Borghese) Roma Orari di apertura: Lunedì – Venerdì 11.00 – 13.30 / 15.00 – 19.30 Tel e mail: + 39 06 68801662 • info@gallerja.it www.gallerja.it
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