La scelta è intelligente e opportuna: entrambe le mostre apriranno il prossimo 18 giugno, ed è inevitabile che l’esposizione dei progetti dei NEW ITALIAN BLOOD resti inosservata.
Se lo slogan della biennale del 2000 “less aesthetic, more ethics”, sembra sottolineare la necessità di abbandonare velleità stilistiche e formalistiche che ancora oggi assillano gli architetti, i gruppi di progettisti italiani riuniti in NIB paiono voler segnare e segnalare una strada diversa, alternativa, che non rinunci per principio alla forma, ma che ne costruisca solidi contenuti. Essi, pur conoscendola, riescono a guardare distaccati il bagaglio di forme e soluzioni architettoniche che la storia italiana ci ha trasmesso, forti dello loro esperienze di studio e lavoro all’estero, e possono così, tramite l’uso di rappresentazioni tridimensionali e simulazioni dinamiche, rifondare il senso della tradizione italiana con le nuove possibilità espressive e con le nuove esigenze della società contemporanea.
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Francesca Pagnoncelli
[exibart]
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