Categorie: Serie Tv

Il mondo in una sala di interrogatorio: l’esperimento di Criminal su Netflix

di - 15 Aprile 2020

Berlino, Londra, Parigi, Madrid, quattro città, quattro luoghi ben distinti e caratteristici ma collegati da uno spazio identico che ne stempera i confini: una sala di interrogatorio che annulla le differenze, sospende il tempo, offre pochi punti di riferimento divenendo un non-luogo. Così come in teatro gli elementi della scenografia divengono essenziali anche a definire i comportamenti e i modi di fare e di dire, in Criminal, serie antologica disponibile su Netflix, tutto si svolge dietro e avanti al vetro dell’interrogatorio e nell’atrio che si divide tra l’ascensore, i distributori del caffè e una vetrata che mostra un freddo e anonimo panorama di grattacieli.

Sylvester Groth, Criminal: Germania

Questi i punti cardine e innovativi della serie ideata da George Kay e Jim Field Smith, che propone tre puntate per quattro nazioni (Regno Unito, Germania, Francia e Spagna), ambientate tutte nello stesso, identico interno. Non solo quella scena ma anche il dolore e i crimini, l’odio e l’amore, la ricerca della verità e la menzogna, uniscono le quattro città, uniformano l’umanità, creano un unico, ampio percorso dove, cambiando la lingua e i protagonisti, non cambiano i contenuti. La scelta degli attori, tutti, impreziosisce e rende ampia credibilità alle vicende narrate, offrendo un pretesto per mostrare il marchio di fabbrica e le caratteristiche di una recitazione e di uno stile di narrazione tipici di ogni nazione di produzione.

David Tennant, Criminal: Regno Unito

Ogni puntata ha il nome dell’interrogato le cui tragiche storie vengono fuori attraverso le domande della squadra investigativa e tutto ciò che sappiamo è narrato dalla parola, non esistono i flashback dei delitti, non abbiamo mai visione dell’esterno, due ore valgono un giorno, la vita nelle sale dell’interrogatorio fagocita quella privata, familiare, sentimentale degli agenti, la sostituisce come un microcosmo, un buco nero che vale e assorbe l’universo. Ricercare le verità altrui e allo stesso tempo nascondere se stessi e le proprie debolezze sono il quotidiano travaglio degli investigatori e si rimane incollati al vetro, scusate, allo schermo, con il dispiacere e la liberazione, ogni volta, di lasciare quelle stanze.

Margot Bancilhon, Criminal: Francia

Esperimento ambizioso, ma riuscito, quindi. E la voglia che presto continui, lasciando una sola questione insoluta, per noi e anche per Netflix: ci sarai mai un Criminal: Italia?

Articoli recenti

  • Mostre

Il diario visivo di Nina Ćeranić in mostra a Venezia

Fino al 18 aprile 2026, la galleria A plus A a Venezia ospita la mostra “As I Shape the Object,…

14 Marzo 2026 0:02
  • Arte contemporanea

È stata scoperta l’identità di Banksy

Il suo nome è Robin Gunningham, poi cambiato in David Jones. Reuters ha dedicato un’ampia inchiesta all’identità e al sistema…

13 Marzo 2026 23:16
  • Arte moderna

Il tempo sospeso di Vermeer: storia di un capolavoro a Palazzo Madama di Torino

Prestata dal Rijksmuseum di Amsterdam, Donna in blu che legge una lettera di Johannes Vermeer arriva a Palazzo Madama. Il…

13 Marzo 2026 20:00
  • Film e serie tv

Netflix racconta Frida Kahlo: in preparazione una serie sulla vita dell’artista

Netflix ha annunciato una nuova serie dedicata a Frida Kahlo: ispirata al romanzo di Claire Berest, racconterà la vita dell'artista…

13 Marzo 2026 17:10
  • Musica

A Milano la terza stagione di Suoni Trasfigurati: concerti nei musei della città

A Milano torna Suoni Trasfigurati: sette concerti gratuiti tra musica acustica, elettronica e nuove tecnologie, per far risuonare la costellazione…

13 Marzo 2026 15:30
  • Street Art

JR arriva a L’Aquila: il progetto Inside Out coinvolgerà oltre duemila cittadini

L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 ospiterà una nuova tappa di Inside Out, il progetto globale di JR che trasforma…

13 Marzo 2026 14:26