Categorie: sicilia

Al di la del mare | Sedi varie, Palermo

di - 4 Aprile 2016
Il dialogo tra le due culture può essere impostato sul piano educativo dalle scuole di formazione artistica tra Europa e Paesi Arabi. Le linee generali di questo progetto seguono un tracciato che non tralascia le singole identità in favore di una generica idea di globalizzazione bensì colgono quei fattori coestensivi della ricerca artistica quali strumenti di raccordo tra le culture.
A questo proposito si è tenuto recentemente il convegno “Al di là del mare”, organizzato dall’Accademia di Belle Arti di Palermo. Articolato tra le sedi dei Cantieri Culturali della Zisa e lo storico Palazzo Fernandez, il convegno ha visto avvicendarsi voci e saperi dalle istituzioni omologhe dei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo, soprattutto intorno al tema della cultura artistica come vettore di dialogo e di pace. Il linguaggio degli artisti marocchini da contemporanei, ha spiegato Abderrahman Tenkoul dell’università Ibn Tofäil, si muove dalla figura etnico–decorativa all’astrazione materico verso un dialogo con l’arte contemporanea europea. La convergenza con un mondo culturale prossimale, sia quello dei popoli di lingua araba sia quelli europei, potrebbe avvenire solo elaborando un comune terreno creativo che mette in secondo piano la tipicità per promuovere le similitudini. L’idea di confine sarebbe rivista come luogo di scambio più che come oggetto che separa. Rinunciare ai caratteri topici che esaltano la difesa e il mantenimento delle identità a tutti i costi sono spesso i prodromi dell’ostilità, di qui l’idea di nemico quale alterità minacciosa.

A proposito di questo concetto di alterità s’è citato spesso il termine “barbaro” per indicare l’altro da sé che, da un punto di vista etnico–antropologico, spinge al fanatismo patriottico e all’aggressione preventiva.L’analisi di questi fenomeni è imprescindibile dalla storia del mondo Arabo, come ha ricordato François Zabbal, storico e filosofo dell’Istituto del mondo arabo di Parigi e caporedattore della rivista “Quantara”, che ha considerato per molto tempo il suo mare più l’Oceano Indiano che il Mediterraneo. Questo “mondo arabo” rileva l’importanza di città come Baghdad piuttosto che Cordova e Istanbul nella successione dell’impero sassanide, romano e bizantino. E queste considerazioni ridimensionano l’importanza del Mare Nostro se non nell’attuale emergenza della migrazione. Il mare  mediterraneo quale ponte tra Europa e Africa è un concetto che acquista importanza ogni qual volta si presenta il problema degli spostamenti, ma diventa subito un vallo difensivo quando l’Europa si misura con la turbolenza dei governi del Nord Africa. Su questo tema si muove l’analisi del post primavera araba. Dal Graffitismo al Rep, ossia una sorta di hip hop nordafricano i cui messaggi di rivolta sono diventati slogan di propaganda post  ideologica.
Se la prima giornata si è incentrata sulla considerazione di Edgard Morin di un Mediterraneo: “macchina che produce civiltà”, nella seconda giornata si è cercato di individuare quali potessero essere le forze in campo per costruire un dialogo basato sulla formazione artistico–culturale, le scuole egiziane, marocchine, tunisine e turche si sono presentate con i loro programmi da condividere con gli omologhi del nord del Mediterraneo, Grecia, Spagna e persino Lettonia. L’invito è stato uno dei temi focali del convegno, come sottolineato anche da Maria Rosa Mancuso, delegata per le relazioni internazionali. Il campo d’azione si è spostato sulla capacità progettuale,dove gruppi di docenti e studenti, guidati dal direttore dell’Accademia Mario Zito, hanno proposto obiettivi e strategie di contatto e collaborazione senza perdere di vista un’idea di sviluppo di un linguaggio condiviso tramite la creazione di un network d’istituti di belle arti. Questa piattaforma, materialmente fondata su contatti reali fra realtà didattico–formative è stata effettivamente avviata anche in previsione del ruolo che la città di Palermo andrà ad assumere con Manifesta nel 2018. L’arte è stata identificata quale strumento di ricerca e definizione del luogo dell’incontro e di produzione d’idee e forme, non è un caso, infatti, che il convegno sia terminato con una visita alla Palermo arabo–normanna uno stile architettonico nato dalla fusione culturale.

Marcello Carriero

Articoli recenti

  • Archeologia

A Fano riemerge la Basilica di Vitruvio, una scoperta storica per l’archeologia

Durante gli scavi in piazza Andrea Costa, a Fano, è stata identificata la Basilica descritta da Vitruvio nel trattato De…

21 Gennaio 2026 11:18
  • Progetti e iniziative

Capitale italiana della Cultura 2028: annunciate le dieci città finaliste

Il Ministero della Cultura ha reso note le dieci città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028:…

21 Gennaio 2026 10:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Alessandro Pavone

Il mio mestiere è un incessante sbagliare e ricominciare, un disorientamento nutrito dal coraggio, dalla responsabilità e dall'autodisciplina di avventurarsi…

21 Gennaio 2026 9:12
  • Mostre

We Art Open 2026: a Venezia la nona edizione del progetto dedicato alla ricerca artistica contemporanea

Sull’isola della Giudecca, fino al 1 febbraio 2026, la mostra finale del concorso internazionale We Art Open riunisce 15 artisti…

21 Gennaio 2026 0:02
  • Mercato

Ceramic Brussels 2026 porta in fiera la ceramica come linguaggio globale

Dal Novecento alla ricerca contemporanea, 75 gallerie e quasi 200 artisti raccontano a Bruxelles le evoluzioni della ceramica d’autore. Tra…

20 Gennaio 2026 18:39
  • Musei

Fondazione Torino Musei: è aperto il bando per i nuovi direttori del MAO e Palazzo Madama

Aperto l’avviso pubblico per selezionare i nuovi direttori del MAO Museo d’Arte Orientale e di Palazzo Madama: l’incarico avrà decorrenza…

20 Gennaio 2026 18:29