Categorie: sicilia

Da convento a centro d’arte: a Siracusa nasce la nuova Galleria Civica

di - 22 Giugno 2001

Durante questo fine settimana inaugura ufficialmente la galleria civica di siracusa. ll direttore sarai tu che sei nato a Siracusa ma sei cresciuto professionalmente tra Bologna e Milano. La tua storia però è legata a quella di Tema celeste, rivista fondata a Siracusa, dove ha avuto la propria redazione per molti anni. Le tue impressioni a caldo?
Sono molto felice di essere “tornato a casa”. Pensavo che non avrei più lavorato in Sicilia, dopo essermene andato a diciotto anni come tanti miei coetanei. E poi il caso ha voluto che io cominciassi a collaborare con una rivista fondata a Siracusa, che aveva da poco trasferito la sua sede a Milano. Ma resta sempre quella strana sensazione di sradicamento, per cui oggi sono molto felice di essere tornato a Siracusa per dirigere la Galleria Civica d’arte contemporanea di Montevergini.

Come è nato il progetto?
La Galleria Civica fu istituita nel 1997, e fu diretta da Demetrio Paparoni, allora direttore di Tema Celeste. Alcune vicessitudini politiche ne hanno poi limitato l’utilizzo a una gestione saltuaria e occasionale. Durante lo scorso autunno il Sindaco Titti Bufardeci, dopo alcuni incontri mi ha chiesto di pianificare un’attività coordinata, che potesse inserire la Galleria all’interno del circuito nazionale dell’arte cercando di valorizzare al meglio le risorse. E non ho potuto rifiutare.

Qual è la sede espositiva, ce ne parli?
La Galleria Civica ha la sua sede nell’ex Convento di Montevergini, che ospitava le monache di clausura, uno splendido edificio, a pochi metri da Piazza Duomo. Uno spazio suggestivo e affascinante. Occorrono ancora molti lavori per ristrutturare tutto il complesso, ma lo spazio espositivo è già piuttosto esteso.

Come sarà inaugurata l’attività espositiva?
Siracusa non è una città ricca, ed è perciò necessario procedere gradualmente. Per questa ragione ho pensato di costituire una collezione di prestiti a lungo termine, in modo da avere sempre a disposizione opere, spunti, idee e coinvolgere sin da subito artisti, gallerie e collezionisti che sostengono un progetto importante per la Sicilia. La risposta di tutti è stata carica di entusiamo e questo mi ha dato molta energia. Questa mostra inaugurale, dal titolo “Invasione Italiana”, è dunque l’occasione per presentare la Galleria rimessa a nuovo, una ripresa di possesso, una “invasione” appunto, dello spazio espositivo da parte dell’arte d’avanguardia. Da Vanessa Beecroft a Miltos Manetas, da Marco Neri a Piero Golia, da Gabriele Picco a Stefania Galegati, da Elisabetta Benassi a Loris Cecchini, 35 artisti italiani di origine o di formazione, noti e meno noti, presentano opere di carattere diverso, concezioni diverse dell’arte e della realtà del nostro tempo.
La serata di apertura vedrà inoltre una performance musicale di grande prestigio. Il bassista Saturnino (noto per il sodalizio con Jovanotti) e il pianista Giovanni Allevi dedicheranno un “Omaggio a Demetrio Stratos” appositamente composto per questa occasione.

Puoi anticiparci altri eventi espositivi?
A settembre Enzo Cucchi e Ettore Sottsass inaugureranno la stagione espositiva, con una mostra di opere realizzate a quattro mani e nuovi progetti per Siracusa.

Quali sono i tuoi auspici? Stimolare e coinvolgere la città? Collocare Siracusa nella rinascita culturale siciliana che ha già Palermo e Catania come protagoniste? Cos’altro?
Ritengo necessario rafforzare i rapporti con città quali Catania e Palermo, dove esiste un’attività legata all’arte contemporanea di buon livello, e soprattutto radicare con forza Montevergini nella realtà sociale e culturale in cui sorge. È necessario che realtà vicine uniscano le proprie energie, non solo espositive ma anche professionali. La rinascita della Sicilia deve partire dalla competenza e dalla passione, non soltanto da massicci investimenti economici, che pure sono importanti. È necessario non perdere mai di vista il fatto che il nostro pubblico di riferimento non è e non può essere diverso da quello di Milano, Roma o Torino. Come ti ho detto all’inizio, sono uno sradicato e in quanto tale l’unica cosa in cui credo è la qualità del lavoro e la visione culturale del mondo. Solo questa può legare o dividere le esperienze e le storie a un livello profondo.


Massimiliano Tonelli

[exibart]

Articoli recenti

  • Musei

«La collezione deve essere uno strumento sociale, utile per crescere insieme». Parola di Vanessa Carlon, direttrice di Palazzo Maffei

Alle soglie del sesto anno di Palazzo Maffei, che nel tempo ha definito un’identità museale oggi fortemente riconoscibile, incontriamo la…

23 Gennaio 2026 0:02
  • Arte antica

Orazio Gentileschi: la grande retrospettiva ai Musei Reali di Torino

Una grande retrospettiva ai Musei Reali restituisce centralità a Orazio Gentileschi, maestro del Seicento a lungo rimasto all’ombra dei giganti…

22 Gennaio 2026 18:45
  • Arte contemporanea

Desert X AlUla 2026: uno sguardo al festival di land art nel deserto dell’Arabia Saudita

Tra oasi, imponenti montagne di arenaria e antiche città cristallizzate nella roccia, ha preso il via Desert X AlUla 2026,…

22 Gennaio 2026 16:17
  • Musei

Il MAXXI nel 2026: grandi ritorni e una piazza che cambia volto

Grandi mostre e nuovi cantieri urbani: il MAXXI presenta un 2026 segnato dalla creatività italiana, ma aperto alle urgenze globali…

22 Gennaio 2026 12:53
  • Teatro

Non posso narrare la mia vita, l’omaggio di Andò a Enzo Moscato

Voce profonda della drammaturgia contemporanea, il compianto Enzo Moscato è la figura centrale dello spettacolo omaggio di Roberto Andò con…

22 Gennaio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Il Max Mara Art Prize for Women diventa nomadico e guarda all’Asia

Il Max Mara Art Prize for Women si apre a una nuova fase globale: la decima edizione sarà sviluppata in…

22 Gennaio 2026 11:00