Da Sud a sud è la mostra fotografica di Salvatore Pipia che si terrà al Castello Normanno di Paternò fino al dodici gennaio, e che proprio ai bambini dedica ampio spazio. Promossa dall’Assessorato alla Cultura, nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Santa Barbara, è un percorso di dieci anni nei Sud del mondo: Sicilia, Honduras, El Salvador, Guatemala, Brasile, Mozambico.
“Il filo conduttore della mostra – racconta Pipia – “è nei ritmi sociali, nella voglia di sopravvivere, di sorridere. E i bambini sono i primi a reagire di fronte a un obiettivo, sono quasi dei catalizzatori”
Le immagini sono il frutto di una ricerca fotografica che, pur nell’ambito di un’attività prevalentemente volta al sociale, riesce a fissare momenti di lievissima poesia.
“Non c’è documentarismo, non volevo raccontare, ma far scattare l’emozione, fare riflettere. Sono un fotografo sociale, per me la cosa più importante da conoscere è la persona che ritraggo”.
Affascinato dal modo di raccontare il mondo di Salgado, dalla rigorosità geometrica delle composizioni di Koudelka e da Franco Zecchin,“Anche se lui ti violenta meno con l’immagine, e ti racconta di più”, rimane molto legato a Letizia Battaglia, con la quale nel 1987 ha cominciato a conoscere le regole del reportage d’autore.
“Grazie a Letizia ho capito la comunicazione che arriva attraverso l’immagine, e ho imparato a puntare sull’emozionalità più che sulla tecnica”. Il digitale? “Mi interessa, ma non l’ho ancora maturato, penso possa dare molto. Il negativo dà un’idea completamente diversa dell’immagine”.
Più che fotografo Pipia si sente un educatore, con il Ciss (Cooperativa Internazionale Sud Sud) ha partecipando a molti progetti di comunicazione visiva nei
“I corsi sono basati sulla psicologia del desiderio, partire dal desiderio assieme ai ragazzi per capire cosa vogliono (ballare, dipingere, scrivere) e farla diventare una cultura impresa”. Sfruttando la voglia di divertirsi, presente anche nei posti più dannati, ha così realizzato cortometraggi, documentari, cartoons e video per ragazzi insieme ai ragazzi.
Una scelta che punta ancora una volta sull’emozionalità, e non su numeri che misurano spazio e tempo, l’istallazione allestita per l’esposizione al Castello dei Normanni. Le foto sono state collocate su delle torri, “Delle isole, che non stabiliscono un percorso rigido che segue regole cronologiche o spaziali. Ognuno sceglie il suo itinerario, anzi vorrei aggiungere delle ruote sotto, in modo da renderle mobili”.
Alla mostra si accompagna il libro fotografico Da Sud a Sud, nell’introduzione di Letizia Battaglia si legge: “Le fotografie in bianco e nero di Salvatore sono più che fotografie. Sono un discorso politico di resistenza alle vanità“
Ilenia Suma
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