Categorie: sicilia

fino al 15.I.2008 | Effetto Stalker #1 | Palermo, Galleria dell’Arco

di - 10 Dicembre 2007
Nel 1979, in Stalker, Andrej Tarkovskij metteva in immagini uno struggente universo onirico. Ventotto anni dopo, la collettiva palermitana ne misura gli effetti tematici, incrociando linguaggio visivo contemporaneo e rappresentazione cinematografica. Indagine espositiva sul paesaggio, la trilogia Effetto Stalker si appoggia alla ridefinizione contestuale della Zona tarkovskijana, luogo dell’iniziazione, della sofferenza e del desiderio. In questo primo appuntamento, fotografia e video introducono all’interpretazione e alla trasfigurazione del paesaggio con un piglio interventista-performativo o con la mania della registrazione interiore, rivelando un istinto di manipolazione e attraversamento.
Nel progetto L’intelligenza del male, Andrea Galvani (Verona, 1973) cerca di sublimare e decostruire un paesaggio montano innevato, disseminandolo di trappole percettive che ne alterano l’insieme gestaltico. L’atto di segnare lo spazio con fumogeni neri da stadio svergina il bianco assoluto, già concettuale per essenza. La percezione del danno si collega allo sfondamento di un equilibrio e al disturbo dell’uniformità di un territorio anestetizzato dalla neve. L’interruzione e la mimetizzazione visiva sono, come la crisi spirituale dello Stalker, la condizione di una ricerca che perpetua lo smarrimento.

La Zona è allegoria di desideri e ambiguità morali. È il margine, il tabù sociale, il luogo dell’interdizione e dell’inazione. Untitled_Palermo e Untitled_Zen spremono l’acidità del miraggio con cui Margherita Morgantin (Venezia, 1971) traccia le strategie di riappropriazione del territorio. Il quartiere palermitano dello Zen incarna la figura del limite, che diventa squilibrio e racconta una situazione sociale tenuta in biblico sul filo della lama.
La sporcizia del viaggio, la pesantezza delle cose e la lordura della materia sono al centro della perlustrazione fotografica di Sara Rossi (Milano, 1970). Fra i ruderi di Poggioreale, sventrata dal terremoto del Belice, l’abbandono sospende il tempo. E dagli effetti occorre ricostruire la causa. Animali e residuali tracce umane sono baluardi in difesa del nulla: i resti diventano l’icona di una civiltà travolta e, insieme, i segni della sua resistenza. La sopravvivenza delle cose inermi reca il marchio della catastrofe, mentre l’annichilimento rimane incompiuto, lasciando testimonianza della sua muta ferocia.
Eli Stertz (New York, 1980) insegna col suo video lo sforzo come puro dispendio energetico, e l’obiettivo come umiliazione. Il fallimento è reiterato, in una ciclica continuità: una strana macchina calata sott’acqua si oppone al suo creatore e rifiuta il funzionamento. L’impossibilità della vittoria sullo stato di natura evoca il desiderio del volo dei finali tarkovskijani, dove l’eroe non ha consistenza e si scioglie nella sua imperfezione.
L’arte assume il ruolo dello Stalker, che cerca di uscire dalla sua cinica impotenza mettendosi in viaggio attraverso una periferia industriale in disgregazione, seguendo una tortuosa traiettoria di avvicinamento alla verità. Sempre fedele alle sue istanze più laconiche: “Debolezza e flessibilità esprimono la freschezza dell’esistenza. Ciò che si è irrigidito non vincerà” (Tarkovskij).

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Morgantin da De March a Milano
Sara Rossi da Fornello a Prato
Stertz da Citric a Brescia

simone frangi
mostra visitata il 17 novembre 2007


dal 5 novembre 2007 al 15 gennaio 2008
Effetto Stalker #1
a cura di Helga Marsala
Galleria dell’Arco
Via Siracusa, 9 – 90141 Palermo
Orario: tutti i giorni ore 10-13 e 16-20; chiuso lunedì pomeriggio e domenica mattina
Info: tel./fax +39 0916261234; info@dearco.it; www.dearco.it

[exibart]

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  • ma non ho capito ma sta helga marsala e' l'unica giornalista che la sicilia ha da offrire ?
    siete messi bene come al solito siete in mano a gente che non ha talento .curatori , galleristi
    Sinistre Abruti .

  • buona mostra,la galleria è da tenere d'occhio,bello ma scontato il lavoro della morgantin, ottimo quello di Andrea Galvani,finalmente helga cura qualcosa di decente (la mostra all'orto botanico era inguardabile), mancava qualche palermitano..?

  • all'orto botanico di inguardabile c'era semmai il casino dell'inaugurazione, con tendoni, banchetti, catering sparsi qua e la... far coincidere la mostra con altri eventi scientifici è stato un errore dell'organizzazione. Un caos! Quanto alle opere ce n'erano alcune molto belle, il tema era interessante e gli artisti validi... ma qua tutti sanno solo criticar tutto! e che diamine!

  • Belle le opere di Andrea Galvani.
    Non capisco in tutto questo cosa c'entri l'orto botanico.

  • Una mostra assolutamente inutile, il tentativo vano di avvicinarsi ad una contemporaneità che la galleria non conosce.
    Continuate con il gruppo di Scicli o fate una bella mostra di Carlo Lauricella.

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