La stagione scorsa ha visto spiccare la grande mostra romana, al Palazzo delle Esposizioni, sulla storia del videogioco dagli anni Sessanta ad oggi. Un allestimento azzeccato, un tono quasi nostalgico-vintage (chi di noi non si commuove a rivedere la vecchia Amiga500, il Commodore64 o lo Spectrum, quello con i tastini di gomma..?) ed è stato bagno di folla. Contribuendo a catalizzare l’attenzione (anche quella del popolo dei musei) sull’universo-videgames. Poi ecco la mostra aostana L’arte del gioco che non ha mancato, nell’ultima parte, di inserire dei videogames. Ed ecco ancora alcuni artisti italiani che hanno timidamente iniziato a sperimentare attorno all’estetica ed all’immaginario del videogioco.
L’oading, la mostra di Siracusa, prende avvio da questo humus e si contamina con la competenza della curatrice, Valentina Tanni, in termini di arte mediale e net art. Il festival allestito nella Galleria Civica della città di Archimede è una prova di coraggio e un utile strumento per tirare le somme di una singolare tipologia di produzione artistica. Quella degli artisti che usano i videogiochi come supporto creativo. Modificandoli, mettendone in dubbio i punti fermi, sovvertendone gli scopi, inserendo trappole. In bilico tra naif e new dada , con una perizia tecnica da ingegneri informatici e da eterni smanettoni.
Gli artisti selezionati per la rassegna provengono da tutto il mondo. Due gli italiani. Mauro Ceolin (da non perdere la sua mostra attualmente allestita a Brescia) mostrerà RGB Tetris, una versione d’artista del noto videogioco Tetris, e RGB Atari , in anteprima assoluta. In Calling a Conversation in Universe Chiara Passa mutua dall’immaginario-videogame l’estetica e il sound.
Il soundartista e.g.0 sarà autore della colonna sonora per la serata di inaugurazione ed eseguirà suoni ispirati ai videogames. E poi? Game over , naturalmente!
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Ceolin a Brescia
L’arte del gioco ad Aosta
m. t.
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