Le opere di Salvatore Provino rappresentano il concretizzarsi di una lunga riflessione sulle relazioni tra spazio e corpo, in bilico estremo e costante tra astrazione e una figurazione della quale è possibile rintracciare le coordinate di una essenzialità formale
che detta autonomamente le proprie regole.
All’artista, nato a Bagheria nel 1943, è dedicata l’esposizione personale “Fuochi ed altre folgori”, che sarà visitabile fino al 27 maggio nelle Sale del
Duca di Montalto di Palazzo dei Normanni. La mostra, che è curata da Aldo Gerbino, ed organizzata dalla Fondazione Federico II , propone una selezione di ventidue dipinti di grande formato realizzati dall’artista tra il 1978 e il 2001, nei quali il colore si addensa e si dirada, tracciando percorsi pulviscolari che portano con sé i
ricordi di un ordine ormai scardinato.
dinamismo. Partendo così dai paesaggi dei primi anni, come quelli realizzati nel ’64, l’artista palermitano giunge alla decantazione del soggetto pittorico, per mezzo della stessa materia, tra sottrazioni e stratificazioni che hanno assorbito la lezione dell’informale, sentendo
sicuramente più vicine le sperimentazioni italiane piuttosto che quelle d’oltroceano.
inaffidabile abbaglio. Le luci, nelle pitture, sono colore, emergono dalle tinte scure per trasfondersi uniformemente sulla superficie, ridisegnando quei rapporti tra corpo e spazio, dove le tracce di una gestualità sempre
presente divengono emblema di un’inquietudine di fondo. Quasi una riconosciuta autonomia e ingestibilità della materia, che scorre sommessamente sotto la pelle della pittura. Per l’artista è forse in questo aspetto da rintracciare il profondo legame con i luoghi natali, che accanto all’irruenza cromatica e agli estremi contrasti, svela una presenza vagamente malinconica, tra segni arcaici e una dinamicità che fluisce ininterrotamente, intrinseca alle forme. Salvatore Provino, che dal 1962
vive e lavora Roma, è tra i fondatori del collettivo il Girasole, voce che si inserisce vivacemente all’interno del dibattico artistico nazionale del tempo.
Paola Nicita
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