Categorie: sicilia

Fino al 30.IX.2000 | Roberta Civiletto. “Fibrillazioni” | Gibellina, Baglio di Stefano

di - 26 Settembre 2000

Usa il tessuto, il filo, la trama, l’ordito. Gioca col ricamo, trasforma l’uso di attrezzi della tradizione tessile più squisitamente siciliana (l’arcolaio accoppiato al filo spinato). E’ una personale, “Fibrillazioni”, in pieno spirito off loom, ovvero fuori dal telaio, che occhieggia alla tendenza e alle mille sfaccettature della Fiber Art. Ma, a differenza di questo movimento artistico trasversale (che ha attinto e attinge a suggestioni che vanno dal futurismo all’astrattismo fino all’arte povera, cavalcando un secolo), “Fibrillazioni” è, essenzialmente, espressione del Civiletto-pensiero e della Civiletto-arte. Classe 1967, da alcuni anni l’artista si dedica, contemporaneamente alla pittura, allo studio e alla catalogazione dei tessili storici siciliani. E dal lavoro quotidiano sul campo ha tratto ispirazione per “Fibrillazioni”, anche se un primo lavoro fortemente caratterizzato dal tessuto come medium espressivo era già nato tre anni fa (l’alchemica Tabula affinitatum del 1997, presente in mostra). “Fibrillazioni”, insomma, si muove sulla scia di una ricerca coerente e coerentemente seguita e sviluppata negli ultimi anni da Roberta Civiletto. Di lei scrive Ida Parlavecchio nella scheda sul primo catalogo de “Il Genio di Palermo” (1998): “La sua ricerca creativa l’ha portata ad attraversare i territori di una variegata geografia dei linguaggi rappresentativi, a ricorrere talora all’uso di supporti tridimensionali che sospendono i frammenti di un diario intimo delicatamente illustrato in un poetico quanto gioioso bilico fra la scultura e la pittura”. Ed è proprio questo “diario intimo” che l’artista mette in mostra, con nuovo capitolo “scritto” nel corso del 2000, ma con un prologo risalente al 1997.
La ricerca di Roberta Civiletto, pur navigando in parte entro i canali della Fiber Art, prosegue solidamente entro la scia del già fatto, dando vita a una combinazione dove fantasia, gioco, racconto, riflessione si fondono. Un mix di pensieri e sentimenti che trovano forma fisica nell’intreccio vero e proprio dei tessuti, materiali morbidi e mobili. Il tessile, quindi, diventa punto di incontro tra “intrecci” di elementi propri del “fare” e istanze concettuali.
Sfogliando il “diario intimo” dell’artista, si incontra “Il Genio sfibrato”, dove la nota favolistica prende forma attraverso la lana di metallo sospesa in aria. Oppure ci si può soffermare sull’universo e sul fare femminile che caratterizzano la mostra, pianeti già ampiamente esplorati da Roberta Civiletto.

Un “viaggio nel viaggio” sul filo della tela di lino, che qui diventa calco per figure reali. In “Claudia ha paura degli uomini”, la forma femminile è punteggiata dalle sue stesse fobie: tante piccole teste giocattolo di uomo, che attestano l’elemento ludico anche in una composizione dal forte taglio analitico. E le “teste-elemento ludico” diventano piccoli peperoncini ne “La sposa calabra”, realizzata con un calco reso volutamente grottesco. Qui, gioco e condizione femminile viaggiano di pari passo: i peperoncini, montati su un supporto di acciaio, tela e pizzo, presto si decomporranno, raggiungendo la condizione del volto della sposa. Poi c’è “Cerere”, che diventa uno spaventapasseri, uno spauracchio. La dea delle messi in forma di abito, e capovolta, è stata squartata fino a diventare un feticcio.
Dalla Fiber Art l’artista prende il ricamo, ma solo per convertirlo come mezzo espressivo al di fuori dalle sue regole. Così, una tela per il punto croce, dalla texture ben caratterizzata, diventa il supporto ideale per tracciare con la macchina da cucire, senza soluzione di continuità, il corpo di una donna di colore. Una donna “standardizzata”, una bambola di carta la cui condizione è sottolineata dall’inserzione di cartamodelli. Alla tradizione della “Sicilia che cuce”, rendono omaggio “La Maestra e l’Allieva”, figure-non figure il cui principio e la cui fine sono tutte nei piccoli telai circolari da ricamo, e “I Fantasmi”, eternamente intenti a dipanare e raccogliere la lana come si faceva tanti anni fa.
Con “Fibrillazioni”, Roberta Civiletto si conferma un’artista attenta esclusivamente alla propria ricerca e al di fuori del mercato del “piacere a tutti i costi”. Un insieme di sensibilità e di serietà (da non confondere con la seriosità), che sa prendere anche pause di riflessione. Ma che non ha mancato, fino ad ora, di dare vita a opere concettuali vive nello spunto e mutevoli nella struttura. Cosicché, il “filo” conduttore della sua produzione è sempre rintracciabile. Anche negli intrecci di “Fibrillazioni”. (Tratto dal catalogo che accompagna la mostra).

Daniele De Joannon (curatore dell’evento)

Gibellina (Trapani)- “Fibrillazioni”, installazioni tessili di Roberta Civiletto, a cura di Daniele De Joannon e Stefania Lannuzza, Baglio di Stefano, orari 9-13 / 16-20, ingresso gratuito. Fino al 30 settembre. Informazioni tel. 0924 67844 / fax 0924 67855. Email: orestiad@tin.it
www.fondazione.orestiadi.org


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    Fino al 30 settembre 2000

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